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venerdì 3 giugno 2011

(REFERENDUM 12 E 13 GIUGNO) L'AGCOM BACCHETTA LA RAI: MESSAGGI COLLOCATI IN FASCIA DI MAGGIORE ASCOLTO O SCATTERANNO SANZIONI



L'AGCOM, Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, bacchetta la Rai perché "la collocazione nei palinsesti dei messaggi autogestiti relativi ai referendum del 12 e 13 giugno, finora attuati dalla Rai, non è conforme ai principi del regolamento della Commissione sulla par condicio referendaria".
L'AGCOM ha "rivolto un richiamo alla concessionaria pubblica affinchè realizzi una collocazione dei messaggi idonea a garantire l'obiettivo del maggior ascolto, come previsto dalle disposizioni vigenti" e vigilerà sulla programmazione verificando "l'osservanza del richiamo". "In caso di inosservanza, adotterà i conseguenti provvedimenti previsti dalla legge".

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martedì 12 aprile 2011

DECIDIdiDECIDERE: IL 12 E IL 13 GIUGNO PARTECIPA

Referendum 1 e 2 sull'Acqua pubblica


Referendum contro il legittimo impedimento


Referendum contro il Nucleare, VOTA SI


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giovedì 13 gennaio 2011

LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA IN PARTE IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, SARANNO I GIUDICI A DECIDERE



Questo, il comunicato della Corte Costituzionale:
"La Corte costituzionale, giudicando delle questioni di legittimità costituzionale relative alla legge n. 51 del 2010, in materia di impedimento a comparire in udienza del presidente del Consiglio dei ministri, ha deciso quanto segue:
  • E' illegittimo, per violazione degli artt. 3 e 138 della Costituzione, l'art. 1, comma 4, relativo all'ipoteri si impedimento continuativo e attestato dalla presidenza del Consiglio dei ministri;
  • E' illegittimo, per violazione degli artt. 3 e 138 della Costituzione, l'art. 1, comma 3, nella parte in cui non prevede che il giudice valuti in concreto, a norma dell'art. 420-ter, comma 1, del codice di procedura penale;
  • Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale relative all'art. 1, comma 1, in quanto tale disposizione venga interpretata in conformità con l'art. 420-ter, comma 1, del codice di procedura penale;
  • Sono inammissibili le ulteriori questioni di legittimità costituzionale, relative alle disposizioni di cui all'art. 1, commi 2, 5 e 4 e dell'art. 2".
Da quanto riportato nel sito dell'ANSA, in cui si legge testualmente "apprende l'ANSA da fonte qualificata", questo sarebbe il testo del comunicato con cui la Corte costituzionale avrebbe bocciato parzialmente ed in parte interpretato alcuni articoli del cosiddetto "legittimo impedimento".
Nel dettaglio, dunque, la Consulta avrebbe bocciato: la certificazione che la stessa presidenza del Consiglio avrebbe dovuto presentare sull'impedimento e l'obbligo per il giudice, in caso di presentazione di tale certificazione, di rinviare l'udienza fino a sei mesi affidando, invece, allo stesso giudice la valutazione sull'impedimento. Ha bocciato, insomma, il comma 4 dell'art. 1 per "irragionevole sproporzione tra diritto di difesa ed esigenze di giurisdizione". Tale comma avrebbe previsto testualmente: "Ove la presidenza del Consiglio dei ministri attesti che l'impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo a udienza successiva al periodo indicato, che non può essere superiore a sei mesi".
Del comma 1 dello stesso art. la Consulta avrebbe dato, invece, una interpretazione conforme alla Costituzione prevedendo che sono oggetto di legittimo impedimento le "relative attività preparatorie e consequenziali, nonché ogni attività comunque coessenziali alle funzioni di governo".


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giovedì 21 ottobre 2010

SILVIO CITA REPORT PER DANNI. MILENA GABANELLI: "MENTRE LUI PUO' PORTARMI IN TRIBUNALE, IO NON POTREI FARLO"


Silvio Berlusconi ha dato mandato ai suoi legali di citare per diffamazione 'Report', la trasmissione della Rai condotta da Milena Gabanelli, "al fine di ottenere l'accertamento della natura offensiva e diffamatoria di quanto diffuso il 17.10.2010 su RAITre durante la trasmissione Report, con integrale risarcimento dei danni". La notizia giunge dall'avvocato Fabio Lepri che sottolinea: "il giudizio sarà promosso contro tutti i responsabili dell'illecito, e sarà chiesta anche la pubblicazione della futura sentenza sui principali mezzi di comunicazione. Sarà dunque il Tribunale a ripristinare la verità sui fatti".
Non si fa attendere la risposta della grande Milena Gabanelli, conduttrice ed ideatrice del programma: "Se il premier si ritiene diffamato, è un suo diritto intraprendere tutte le azioni che crede: noi di difendermo nelle sedi competenti. Dico però che mentre lui può portarmi in tribunale, io non potrei farlo e questa è la differenza tra me e lui". "La domanda posta nell'inchiesta - ha aggiunto la giornalista - era una sola: da chi lui ha acquistato quei terreni. E' una risposta che per il momento non ci pare ci sia".

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venerdì 25 giugno 2010

IL QUIRINALE STOPPA L'IMPEDIMENTO DI BRANCHER


"In rapporto a quanto si è letto su qualche quotidiano questa mattina a proposito del ricorso dell'on. Aldo Brancher alla facoltà prevista per i ministri dalla legge sul legittimo impedimento, si rileva che non c'è nessun nuovo Ministero da organizzare in quanto l'on. Brancher è stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio", si legge in una nota diffusa dal Quirinale.
Le reazioni:
Aldo Brancher: "Non so niente, devo sentire. Non ne sapevo niente".
Pier Maria Corso, uno dei legali di Brancher: "Per ora non c'è da fare commenti, prendo atto del contenuto della nota del Quirinale sul legittimo impedimento e dico che sarà valutata in sede giudiziaria come ogni altro elemento".
Pierluigi Bersani, Pd: "Giovedi il mondo ha imparato due cose sull'Italia: che la Slovacchia ci ha buttato fuori dai mondiali e che nel nostro paese si fanno ministri per scansare la giustizia. Non so quale appaia più vergognosa, ma credo proprio la seconda, perché il campionato mondiale di calcio si può anche perdere, ma non si può perdere la dignità delle istituzioni", "La Lega - continua il segretario del PD - non può continuare a fare la ballerina, che c'è e non c'è, vede e non vede, ma è responsabile di tutto, Brancher compreso. Basta alla Lega di lotta e di governo, senza di lei non ci sarebbe tutto questo".
Pierferdinando Casini, UDC: "bastava per il presidente del Consiglio, non c'era bisogno di estenderlo ai ministri. La vicenda Brancher dimostra che il troppo stroppia e che è stato un infortunio, un grande errore politico per la maggioranza volerlo estendere ai ministri. Infatti, un conto è teorizzare una specifica funzione di Berlusconi come premier, su cui eravamo d'accordo, altra cosa fare la corsa per estendere il legittimo impedimento ai ministri, che è soltanto il prologo della corsa a fare dei nuovi ministri. A fare una brautta figura, però, non è solo Brancher, ma il governo".
Enrico Letta, Pd: "Le parole del Quirinale sono un macigno. Solo le dimissioni del ministro Brancher possono sanare questo scandalo. Le chiediamo per il bene del Paese e per il rispetto delle istituzioni".
Antonio Di Pietro, Idv: "la nota del Quirinale dimostra come Brancher abbia preso in giro non solo i magistrati ma lo stesso Presidente della Repubblica", "L'Italia dei Valori - prosegue - ha sostenuto, sin dal primo momento, che la vera motivazione per cui Berlusconi ha nominato Brancher ministro è quella di permettergli di sfuggire dalle aule del Tribunale per garantirgli l'impunità e non certo di farlo lavorare per il Paese. L'Idv chiede le immediate dimissioni di Aldo Brancher e, per questo, presenterà una mozione di sfiducia".
Italo Bocchino, finiano PDL:"E' inelegante che un ministro appena nominato e ancora senza delega cominci invocando il legittimo impedimento che era stato pensato per impedire le aggressioni dei magistrati ai ministri, non per nominare ministri che erano già sotto processo".
Fabio Granata, finiano PDL:"La procedura con cui si è arrivati da parte del nuovo ministro a chiedere il legittimo impedimento è inopportuna sul piano politico. Sul piano formale non c'è nulla da eccepire, su quello politico molto. Anche alla luce di una delega che non è chiara e non è stata ancora attribuita".
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