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sabato 24 luglio 2010

PDL: BERLUSCONES ALLA RISCOSSA TENTANO LA STRADA DELLE EPURAZIONI


Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, si è scagliato contro il finiano Fabio Granata, vicepresidente della commissione Antimafia: "O va via lui o ci saranno i probiviri", "Lo statuto che anche Granata ha votato è molto chiaro, netto e preciso", "certi parlamentari - continua Lupi - dovrebbero ricordarsi che senza il Pdl e senza Berlusconi non sarebbero in Parlamento".
Granata, qualche giorno fa, in occasione della commemorazione di Paolo Borsellino aveva rilasciato questa dichiarazione che non è andata giù a Lupi: "Ci sono pezzi dello Stato, del governo e della politica che fanno di tutto per ostacolare le indagini sulla strage di via D'Amelio e creare condizioni di delegittimazione della magistratura".
Fabrizio Cicchitto ha dipinto il finiano Granata come un "polemista che per di più ignora quel che è accaduto", "non abbiamo nulla da temere casomai a temere devono essere altri: coloro che allora erano al governo e controllavano i servizi, poi trasferiti al Csm, e quel partito che riteneva che dal crollo della Prima Repubblica avrebbe potuto conquistare il potere: ogni riferimento al Pds di Violante è puramente casuale".
Granata non fa attendere la replica: "Procedano pure, prendano pure provvedimenti. Dovranno motivare tale sanzione disciplinare con il fatto che ho difeso i valori della legalità repubblicata", poi parte all'attacco di Verdini: "Mi piacerebbe conoscere quali sono le frasi tanto incriminate da me pronunciate che dovrebbero passare al loro vaglio e attendo di capire se i probiviri si dovrebbero interessare anche di quei dirigenti accusati di comportamenti gravi e non compatibili con la politica di una grande partito nazionale e conservatore che dovrebbe preoccuparsi del bene comune, anziché di azioni lobbistiche, affari o di rapporti con ambienti oscuri". "sarei felice di andare dai probiviri insomma insieme a Nicola Cosentino e a Denis Verdini".
A difesa dell'amico di corrente, Italo Bocchino: "non è una proposta saggia" ha dichiarato, "prima di deferire chi chiede di affrontare la questione morale, si dovrebbe deferire chi ha datto dossieraggio contro il candidato alla presidente della Campania e chi faceva riunioni con Carbone".

venerdì 25 giugno 2010

IL QUIRINALE STOPPA L'IMPEDIMENTO DI BRANCHER


"In rapporto a quanto si è letto su qualche quotidiano questa mattina a proposito del ricorso dell'on. Aldo Brancher alla facoltà prevista per i ministri dalla legge sul legittimo impedimento, si rileva che non c'è nessun nuovo Ministero da organizzare in quanto l'on. Brancher è stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio", si legge in una nota diffusa dal Quirinale.
Le reazioni:
Aldo Brancher: "Non so niente, devo sentire. Non ne sapevo niente".
Pier Maria Corso, uno dei legali di Brancher: "Per ora non c'è da fare commenti, prendo atto del contenuto della nota del Quirinale sul legittimo impedimento e dico che sarà valutata in sede giudiziaria come ogni altro elemento".
Pierluigi Bersani, Pd: "Giovedi il mondo ha imparato due cose sull'Italia: che la Slovacchia ci ha buttato fuori dai mondiali e che nel nostro paese si fanno ministri per scansare la giustizia. Non so quale appaia più vergognosa, ma credo proprio la seconda, perché il campionato mondiale di calcio si può anche perdere, ma non si può perdere la dignità delle istituzioni", "La Lega - continua il segretario del PD - non può continuare a fare la ballerina, che c'è e non c'è, vede e non vede, ma è responsabile di tutto, Brancher compreso. Basta alla Lega di lotta e di governo, senza di lei non ci sarebbe tutto questo".
Pierferdinando Casini, UDC: "bastava per il presidente del Consiglio, non c'era bisogno di estenderlo ai ministri. La vicenda Brancher dimostra che il troppo stroppia e che è stato un infortunio, un grande errore politico per la maggioranza volerlo estendere ai ministri. Infatti, un conto è teorizzare una specifica funzione di Berlusconi come premier, su cui eravamo d'accordo, altra cosa fare la corsa per estendere il legittimo impedimento ai ministri, che è soltanto il prologo della corsa a fare dei nuovi ministri. A fare una brautta figura, però, non è solo Brancher, ma il governo".
Enrico Letta, Pd: "Le parole del Quirinale sono un macigno. Solo le dimissioni del ministro Brancher possono sanare questo scandalo. Le chiediamo per il bene del Paese e per il rispetto delle istituzioni".
Antonio Di Pietro, Idv: "la nota del Quirinale dimostra come Brancher abbia preso in giro non solo i magistrati ma lo stesso Presidente della Repubblica", "L'Italia dei Valori - prosegue - ha sostenuto, sin dal primo momento, che la vera motivazione per cui Berlusconi ha nominato Brancher ministro è quella di permettergli di sfuggire dalle aule del Tribunale per garantirgli l'impunità e non certo di farlo lavorare per il Paese. L'Idv chiede le immediate dimissioni di Aldo Brancher e, per questo, presenterà una mozione di sfiducia".
Italo Bocchino, finiano PDL:"E' inelegante che un ministro appena nominato e ancora senza delega cominci invocando il legittimo impedimento che era stato pensato per impedire le aggressioni dei magistrati ai ministri, non per nominare ministri che erano già sotto processo".
Fabio Granata, finiano PDL:"La procedura con cui si è arrivati da parte del nuovo ministro a chiedere il legittimo impedimento è inopportuna sul piano politico. Sul piano formale non c'è nulla da eccepire, su quello politico molto. Anche alla luce di una delega che non è chiara e non è stata ancora attribuita".
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