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martedì 28 luglio 2009

STORIE DALL'ITALIA CHE REGREDISCE: L'ULTIMA TROVATA DELLA LEGA E' IL TEST DI DIALETTO PER I PROFESSORI


L'ultima trovata della Lega è quella di inserire un nuovo criterio per l'abilitazione dei professori, un "test dal quale emerga la loro conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono insegnare". L'argomento è stato sollevato alla Camera dalla deputata del Pd, Emilia De Biasi. La stessa Presidente della Commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea del Pdl si è opposta ed ha annullato il comitato ristretto investendo della questione direttamente la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. 

La riforma, per il momento, si è bloccata ma Paola Goisis, deputata della Lega ha dichiarato: "Il Presidente Aprea ci ha detto che il testo dovrà essere discusso direttamente in aula. Ma a questo noi ci opporremo perché non si può scavalcare così la volontà di un partito di maggioranza e la stessa Commissione", "Noi avevamo presentato una proposta di legge di riforma della scuola. Ma questa non è stata condivisa da tutta la maggioranza. Così abbiamo chiesto che ne venisse recepita almeno la parte nel testo unificato che ora era all'esame della Commissione Cultura", "Abbiamo rinunciato a tutto - continua la Goisis - tranne che ad un punto sul quale insisteremo fino alla fine: ci dovrà essere un albo regionale al quale potranno iscriversi tutti i professori che vogliono. Ma prima dovrà essere fatta una pre-selezione che attesti la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell'insegnante". La deputata leghista ha concluso affermando che l'obiettivo della Lega è quello di "ottenere una sostanziale uguaglianza tra i professori del Nord e quelli del Sud. Non è possibile, infatti, che la maggior parte dei professori che insegna al nord sia meridionale". 

Molte le reazioni. Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha assicurato che sarà garantito il rispetto dei principi fondamentali della Costituzione. Manuela Ghizzoni del Partito Democratico ha dichiarato: "La proposta è l'ennesimo tentativo di inserire nel nostro ordinamento norme incostituzionali che discriminano sulla base del territorio di provenienza. L'istruzione è un tema troppo serio e non può divenire oggetto di pericolose incursioni ideologiche dal sapore tutto nordista". 

domenica 12 luglio 2009

ORA CI MANCA SOLO IL PARTITO DELL'ITALIA CENTRALE. SI ALLARGANO I SOSTENITORI DEL PARTITO DEL SUD. DOPO LOIERO ANCHE BASSOLINO

Gianfranco Miccichè

Antonio Bassolino

Raffaele Lombardo

Il Partito del Sud non è ancora nato ma l'ipotesi di Lombardo sembra piacere a molti, anche a sinistra. Dopo le ultime dichiarazioni del leader dell'Mpa e Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo che dapprima lancia la sfida al governo affermando di essere "pronti a ritirare la fiducia", poi al Pdl siciliano di Miccichè affermando "non possiamo ridurci ad una succursale del Pdl", si scopre anche la fronda dei simpatizzanti della sinistra. In questi ultimi giorni, infatti, hanno espresso simpatia al progetto di un Partito del Sud il governatore della Calabria, Agazio Loiero, ed oggi il governatore della Campania, Antonio Bassolino. Per Bassolino il Partito della Nazione supererebbe il bipolarismo e difenderebbe le ragioni del Meridione: "Trasversale è la disattenzione per il Sud, trasversale deve dunque essere l'iniziativa a suo favore". Occorrerebbe ricercare "un'alleanza" più larga, che sia "riformatrice e modernamente meridionalista: oggi serve uno scatto in più, occorre mobilitare tutte le energie disponibili al di là degli schieramenti tradizionali". 

Di un Partito del Sud si è parlato a lungo in un combattivo comitato federale dell'Mpa in vista delle prossime elezioni regionali. Raffaele Lombardo ha dichiarato: "Basta, ormai non si può più 'babbiare'", "non voteremo più provvedimenti che vanno contro il Sud, anche a costo di ritirare la fiducia al Governo, di cui facciamo parte",  "Non possiamo diventare una succursale del Popolo della Libertà". 

Intanto in casa Pdl, Miccichè sta tendando di dar vita ad un progetto simile con una miniconvention a Sorrento a cui parteciperanno i sudisti del governo, da Stefania Prestigiacomo ad Antonio Martino. Miccichè afferma: "Il premier ha capito e ci appoggia: sa bene che la nostra non è un'avventura". E proprio questo è il punto dolente che potrebbe non fare incontrare i due progetti 'sudisti'. E' il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti dell'Mpa, a chiarire il problema: "Miccichè e amici devono chiarire se sono più fedeli a Berlusconi o al Sud. Se restano nel Pdl il discorso cambia perchè alle prossime regionali vogliamo presentarci con un segno di forte discontinuità". 

Battute ironiche o critiche sia da destra che da sinistra. Angelino Alfano dichiara: "Il Partito del Sud c'è già ed è conosciuto sotto il nome di Popolo delle Libertà". Sergio Chiamparino: "Il Partito del Sud mi fa pensare a 'Indietro tutta' di Renzo Arbore: spero che il mio Pd rappresenti tutta l'Italia, come anche il Pdl". 
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