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giovedì 29 marzo 2012

CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA E VOTO DI SCAMBIO, IMPUTAZIONE COATTA PER I FRATELLI LOMBARDO



Non è stata accolta la richiesta di archiviazione riconfermata dalla Procura di Catania nell'ambito dell'inchiesta Iblis nata da indagini dei carabinieri del Ros (Reparto operativo speciale) sui presunti rapporti tra mafia, affari e politica. Stralciata la posizione dei fratelli Raffaele e Angelo Lombardo, rispettivamente presidente della Regione Sicilia e deputato Mpa, il Gip Luigi Barone, oltre a respingere la richiesta di archiviazione ha disposto l'imputazione coatta per concorso esterno all'associazione mafiosa e voto di scambio aggravato.
La Procura di Catania aveva richiesto l'archiviazione del fascicolo perché la valutazione si basava sulla cosiddetta 'sentenza Mannino'.

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venerdì 31 luglio 2009

IN RICORDO DI ROCCO CHINNICI, EROE CONTEMPORANEO


Il 29 luglio di ventisei anni fa, il giudice Rocco Chinnici venne ucciso nell'attentato di via Federico Pipitone insieme al maresciallo Mario Trapassi, all'appuntato Salvatore Bartolotta e al custode Stefano Li Sacchi.
La figlia Caterina, oggi assessore alla Giunta regionale siciliana, insieme al governatore Lombardo e alle massime autorità, ha ricordato il valore del padre che, durante la sua vita, aveva accomunato il senso del dovere alla condivisione del valore della legalità.
I messaggi
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini - "Rocco Chinnici era un uomo che ispirava la sua opera ad un alto senso dello Stato e che credeva nel coinvolgimento della società civile nella lotta contro la criminalità organizzata", "di lui ricordiamo l'estrema sensibilità e considerazione rivolta a ogni componente della socità, in particolare nei confronti dei giovani, come testimonia la sua attenzione alla crescita civile delle nuove generazioni: si recò personalmente nelle scuole a denunciare la barbarie e la pericolosità della mafia nonchè a informare i ragazzi appellandosi al loro senso civico. 'Senza una nuova coscienza, noi, da soli, non ce la faremo mai'. In questa breve affermazione, risiede tutta la forza e la severa coerenza della lotta che questo eroe contemporaneo lanciò contro le organizzazioni mafiose", "Ritengo che il suo esempio di eroismo e abnegazione debba essere ben presente nella coscienza di ogni singolo cittadino, divenendo patrimonio collettivo condiviso e indispensabile per affermare i valori della legalità, della democrazia e di una convivenza civile libera dal ricatto criminale. Il suo fu un sacrificio, innanzitutto, al servizio della giustizia, dello Stato e delle Istituzioni come valori interiorizzati. Celebrare la memoria e la passione civile di un grande italiano come Chinnici significa esaltare una libertà piena e viva, che trova la sua massima espressione nell'esercizio di una cittadinanza consapevole che intende essere libera da ogni mafia e potere criminale, nel nome dei valori della Costituzione".
Il Presidente del Senato, Renato Schifani - "Chinnici fu tra i primi a comprendere l'importanza di educare i giovani, li definiva 'la nostra nuova coscienza', alla conoscenza e al rispetto dei principi che regolano il vivere civile, spronandoli a bandire ogni forma di violenza, di arbitrio e sopraffazione. Un messaggio che tutti noi abbiamo il dovere di raccogliere. Ogni azione dello Stato, delle Istituzioni, di tutta la società deve essere finalizzata alla costruzione di un futuro nel quale i saldi valori della nostra democrazia non vengano mai meno, siano da tutti sempre custoditi come un bene prezioso e preservati da qualunque attacco esterno".
La parlamentare europea, Rita Borsellino - "Chinnici ebbe, tra i tanti meriti, quello di intuire l'importanza e la necessità di un fronte comune composto da magistrati, forze dell'ordine e società civile per combattere Cosa Nostra", "Il suo omicidio, come tanti altri riconducibili a Cosa Nostra, fu commesso d'estate, in modo tale da avere la minore eco possibile su stampa e opinione pubblica. Questo dovrebbe spingerci tutt'oggi a riflettere sulla necessità di non abbassare mai il livello dell'attenzione sulla mafia".

domenica 12 luglio 2009

ORA CI MANCA SOLO IL PARTITO DELL'ITALIA CENTRALE. SI ALLARGANO I SOSTENITORI DEL PARTITO DEL SUD. DOPO LOIERO ANCHE BASSOLINO

Gianfranco Miccichè

Antonio Bassolino

Raffaele Lombardo

Il Partito del Sud non è ancora nato ma l'ipotesi di Lombardo sembra piacere a molti, anche a sinistra. Dopo le ultime dichiarazioni del leader dell'Mpa e Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo che dapprima lancia la sfida al governo affermando di essere "pronti a ritirare la fiducia", poi al Pdl siciliano di Miccichè affermando "non possiamo ridurci ad una succursale del Pdl", si scopre anche la fronda dei simpatizzanti della sinistra. In questi ultimi giorni, infatti, hanno espresso simpatia al progetto di un Partito del Sud il governatore della Calabria, Agazio Loiero, ed oggi il governatore della Campania, Antonio Bassolino. Per Bassolino il Partito della Nazione supererebbe il bipolarismo e difenderebbe le ragioni del Meridione: "Trasversale è la disattenzione per il Sud, trasversale deve dunque essere l'iniziativa a suo favore". Occorrerebbe ricercare "un'alleanza" più larga, che sia "riformatrice e modernamente meridionalista: oggi serve uno scatto in più, occorre mobilitare tutte le energie disponibili al di là degli schieramenti tradizionali". 

Di un Partito del Sud si è parlato a lungo in un combattivo comitato federale dell'Mpa in vista delle prossime elezioni regionali. Raffaele Lombardo ha dichiarato: "Basta, ormai non si può più 'babbiare'", "non voteremo più provvedimenti che vanno contro il Sud, anche a costo di ritirare la fiducia al Governo, di cui facciamo parte",  "Non possiamo diventare una succursale del Popolo della Libertà". 

Intanto in casa Pdl, Miccichè sta tendando di dar vita ad un progetto simile con una miniconvention a Sorrento a cui parteciperanno i sudisti del governo, da Stefania Prestigiacomo ad Antonio Martino. Miccichè afferma: "Il premier ha capito e ci appoggia: sa bene che la nostra non è un'avventura". E proprio questo è il punto dolente che potrebbe non fare incontrare i due progetti 'sudisti'. E' il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti dell'Mpa, a chiarire il problema: "Miccichè e amici devono chiarire se sono più fedeli a Berlusconi o al Sud. Se restano nel Pdl il discorso cambia perchè alle prossime regionali vogliamo presentarci con un segno di forte discontinuità". 

Battute ironiche o critiche sia da destra che da sinistra. Angelino Alfano dichiara: "Il Partito del Sud c'è già ed è conosciuto sotto il nome di Popolo delle Libertà". Sergio Chiamparino: "Il Partito del Sud mi fa pensare a 'Indietro tutta' di Renzo Arbore: spero che il mio Pd rappresenti tutta l'Italia, come anche il Pdl". 
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