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martedì 13 aprile 2010

STORIE DALL'ITALIA CHE REGREDISCE: LA LEGA VUOLE DARE "PRECEDENZA AGLI INSEGNANTI LOMBARDI"


"Bisogna dare la precedenza agli insegnanti lombardi per garantire agli studenti la continuità scolastica. La residenzialità deve quindi diventare uno dei criteri di reclutamento perchè permette ai professori di avere un posto nel loro territorio. In Lombardia ci sono un sacco di precari che aspettano mentre diventano di ruolo colleghi che arrivano dal Sud e magari dopo uno o due anni chiedono il trasferimento e lasciano il posto vuoto", "Dobbiamo fare gli interessi di chi vive e lavora nella nostra regione, mi sembra una cosa assolutamente normale. Attuare il federalismo significa concedere autonomie alle Regioni e il fatto di introdurre gli albi regionali nel settore scolastico va nella direzione di garantire maggiori competenze alle Regioni, cambiando finalmente un sistema assistenzialista che di fatto ha sempre considerato la scuola come un parcheggio pubblico", "Quando gli insegnanti lombardi avranno occupato tutti i posti, quelli che resteranno vuoti potranno essere assegnati a docenti non lombardi", Davide Boni, Lega Nord - Assessore uscente al Territorio della Giunta Formigoni.
Questa è l'ultima trovata della Lega Nord lombarda per dare voce ad un progetto di legge quasi sconosciuto già presentato a livello nazionale dall'onorevole Paola Goisis in alternativa ad uno più rispettoso degli interessi dell'intera nazione e non di qualche sola regione presentato dalla collega del Pdl Valentina Aprea.
La lotta è sempre aperta, dunque. Anche all'interno della paradisiaca coalizione di destra lo scontro è sempre più aperto con la volata indemoniata dei leghisti a conquistare le posizioni più demagogiche e propagandistiche nella rincorsa con i piddiellini sempre più in affanno a seguire le trovate sensa senzo dei nordisti. Il tutto, ovviamente, condito della solita arroganza che non lascia spazio ad alcuna considerazione di garanzia costituzionale o legale. E non pensate, neanche per caso, di inserire nel discorso il minimo accenno a solidarietà e sostegno; basta ripetere sempre le stesse cose senza assumersi mai alcuna responsabilità: l'Italia ai Lombardi!!!
Il malumore è palpabile, Paola Frassinetti, vicepresidente Pdl della Commissione Istruzione della Camera, ha dichiarato: "Stiamo già mettendo le mani alle leggi di reclutamento degli insegnanti e sono già in discussione alcune proposte. Penso che questa del Carroccio sia un pò troppo frettolosa. Il problema dei trasferimenti c'è e va risolto, ma in altro modo. In Italia esiste la libertà di circolazione e chi decide di trasferirsi al Nord per lavorare non può essere discriminato. Piuttosto troviamo un modo per farlo rimanere".
Giuliana Pupazzoni, provveditore agli studi di Milano: "ci sono alcune graduatorie sempre in sofferenza e che hanno bisogno di insegnanti", altrimenti non si capirebbe l'esodo dal Sud.
Innocente Pessina, Dirigente Scolastico del Liceo Classico Berchet di Milano: "Non mi interessa minimamente da dove provengano gli insegnanti quello che conta è solo che siano competenti e che abbiano voglia di mettersi in gioco. Ma vado oltre: io sono per la scelta dei professori da parte del preside, come si fa nelle scuole private, perchè è l'unico vero sistema di valutazione e darebbe al dirigente la responsabilità delle sue decisioni", anche i presidi vogliono diventare manager!!!

martedì 28 luglio 2009

STORIE DALL'ITALIA CHE REGREDISCE: L'ULTIMA TROVATA DELLA LEGA E' IL TEST DI DIALETTO PER I PROFESSORI


L'ultima trovata della Lega è quella di inserire un nuovo criterio per l'abilitazione dei professori, un "test dal quale emerga la loro conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono insegnare". L'argomento è stato sollevato alla Camera dalla deputata del Pd, Emilia De Biasi. La stessa Presidente della Commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea del Pdl si è opposta ed ha annullato il comitato ristretto investendo della questione direttamente la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. 

La riforma, per il momento, si è bloccata ma Paola Goisis, deputata della Lega ha dichiarato: "Il Presidente Aprea ci ha detto che il testo dovrà essere discusso direttamente in aula. Ma a questo noi ci opporremo perché non si può scavalcare così la volontà di un partito di maggioranza e la stessa Commissione", "Noi avevamo presentato una proposta di legge di riforma della scuola. Ma questa non è stata condivisa da tutta la maggioranza. Così abbiamo chiesto che ne venisse recepita almeno la parte nel testo unificato che ora era all'esame della Commissione Cultura", "Abbiamo rinunciato a tutto - continua la Goisis - tranne che ad un punto sul quale insisteremo fino alla fine: ci dovrà essere un albo regionale al quale potranno iscriversi tutti i professori che vogliono. Ma prima dovrà essere fatta una pre-selezione che attesti la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell'insegnante". La deputata leghista ha concluso affermando che l'obiettivo della Lega è quello di "ottenere una sostanziale uguaglianza tra i professori del Nord e quelli del Sud. Non è possibile, infatti, che la maggior parte dei professori che insegna al nord sia meridionale". 

Molte le reazioni. Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha assicurato che sarà garantito il rispetto dei principi fondamentali della Costituzione. Manuela Ghizzoni del Partito Democratico ha dichiarato: "La proposta è l'ennesimo tentativo di inserire nel nostro ordinamento norme incostituzionali che discriminano sulla base del territorio di provenienza. L'istruzione è un tema troppo serio e non può divenire oggetto di pericolose incursioni ideologiche dal sapore tutto nordista". 

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