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mercoledì 30 novembre 2011

TANGENTI A MILANO: ARRESTATO IL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE CRISTIANI (PDL)

Il vicepresidente del Consiglio della Regione Lombardia, Franco Nicoli Cristiani

Franco Nicoli Cristiani (Pdl), vicepresidente del Consiglio della Regione Lombardia, è stato arrestato questa mattina a Brescia con l'accusa di traffico organizzato di rifiuti illeciti e corruzione nell'ambito di un operazione che ha impegnato 150 uomini dell'arma dei Carabinieri. 
In carcere anche Giuseppe Rotandaro il coordinatore degli staff dell'ARPA (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) della Lombardia ed altre sette persone tra imprenditori ed altri funzionari pubblici. 
Sequestrati la cava di Cappella Cantone (Cremona) che sarebbe stata destinata a discarica per l'amianto, un impianto di trattamento rifuti a Calcinate (Bergamo) e due cantieri dell'autostrada Bre.Be.Mi a Cassano d'Adda (Milano) e Fara Olivana Con Sola (Bergamo).
Le reazioni:
Il presidente del Consiglio della Regione Lombardia, Davide Boni (Lega Nord), ha dichiarato di essere rimasto "colpito dalla notizia della custodia cautelare: ho piena fiducia nell'operato della magistratura e confido nel fatto che il vicepresidente Nicoli sappia dimostrare l'estraneità ai fatti contestati".
Il presidente del gruppo consiliare del Pdl alla Regione Lombardia, Paolo Valentini: "La notizia dell'arresto di Franco Nicoli Cristiani ci lascia profondamente sgomenti", "sarebbe però inopportuno esprimere in questo momento giudizi sulla questione". "Lasciamo lavorare serenamente la magistratura - ha continuato Valentini - e lasciamo al vicepresidente del consiglio regionale la possibilità di replicare alle accuse che gli vengono mosse e di chiarire la sua posizione" con la speranza "che il collega Nicoli Cristiani possa dimostrare nei fatti la sua piena innocenza".

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venerdì 15 luglio 2011

(INCHIESTA ENAC) SPUNTA PURE L'AZIENDA AGRICOLA NARNESE DEI FIGLI DI D'ALEMA



E' un'azienda agricola narnese che spunta dall'interrogatorio di Viscardo Paganelli, imprenditore proprietario della 'Rotkopf', relativamente all'inchiesta Enac. Un'azienda agricola narnese di proprietà dei figli di Massimo D'Alema (Francesco e Giulia), "La Madeleine".
Questo è quanto viene ricostruito dal giornalista Giacomo Amadori su Panorama parlando del famoso 'pizzino' sequestrato allo stesso Paganelli, arrestato per corruzione. Secondo il giornalista i pm avrebbero trovato una lista di finanziamente a politici, fondazioni ed eventi con il sospetto che possa trattarsi di tangenti.
"Tra i politici indicati nel pizzino - si legge su Panorama - c'è il nome di Alfredo Orsini, amministratore unico di Arusia, l'Agenzia regionale umbra per lo sviluppo e l'innovazione in agricoltura. Orsini si è occupato personalmente di diverse questioni riguardanti l'azienda dei D'Alema, comprese alcune scritture private per l'acquisto dei diritti d'impianto. Tra i soci dei due giovani D'Alema, c'è anche Andrea Bonino, amministratore della Madeleine e consigliere d'amministrazione del Centro regionale servizi alla vinicoltura, un progetto di Arusia". Anche altri soci dell'Azienda agricola narnese vengono scovati da Panorama "Tra questi c'è il pugliese Francesco Nettis, rampollo di una famiglia di imprenditori attivi nel settore energetico. D'Alema e Nettis hanno un comune amico, Roberto De Santis, già armatore della barca a vela dell'ex premier".


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lunedì 9 maggio 2011

(INCHIESTA FINMECCANICA) MORICHINI RISPONDE ALLE ACCUSE DI PICCINI: "NON SONO GREGANTI, VOGLIONO COLPIRE D'ALEMA CON LA MACCHINA DEL FANGO"


A parlare è stato Pio Piccini, imprenditore umbro, nell'ambito delle inchieste Finmeccanica e fallimento della Società Eutelia. Piccini è l'ex presidente del gruppo Omega, arrestato in seguito del crac finanziario Agile-Omega, che avrebbe riferito ai magistrati una serie di circostanze in cui si fa riferimento a percentuali garantite per la Fondazione ItalianiEuropei di Massimo D'Alema su alcuni appalti in alcune delle cosiddette 'regiono rosse' ed il tramite di tale sistema - sempre per l'imprenditore - sarebbe stato Vincenzo Morichini.
Vincenzo Morichini, ex presidente di Ina Assitalia, amico personale di D'Alema, socio della'Ikarus': "Se fossi davvero colpevole, allora chissenefrega. Ma io lo vedo il progetto sa? Come dice Saviano, la macchina del fango... adesso ci sono le elezioni e allora mi viene un dubbio: forse sono io da colpire". L'ex manager tirato in ballo dall'imprenditore umbro Pio Piccini ed indagato per presunte false fatturazioni e la richiesta di percentuali sugli incassi per la sua attività di consulenza, ha continuato in un'intervista al Corriere della Sera: "non ci sono le fatture false", la percentuale "sarebbe andata esclusivamente alla mia società. Nè al Pd né alla fondazione ItalianiEuropei. L'affare, comunque, non andò in porto". "Il presidente (D'Alema ndr) non sapeva nemmeno chi fossero quelli che davano i contributi", "ero io ad avvicinare gli imprenditori, decine e decine, convincendoli a versare dei contributi alla Fondazione", "io non ho mai lavorato con le tangenti", "non sono Greganti. Questa è una barzelletta, anzi una tragedia".

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mercoledì 22 settembre 2010

ABRUZZO: LE ISTITUZIONI TREMANO PER LA NUOVA TANGENTOPOLI



L'assessore alla sanità della Regione Abruzzo, Lanfranco Venturoni, è agli arresti domiciliari da questa mattina. Ai domiciliari è finito anche un imprenditore.
La Procura della Repubblica di Pescara ha disposto gli arresti a seguito di un lavoro che dura da circa due anni. Dalle indiscrezioni sarebbero coinvolte molte altre persone, almeno 12 sarebbero state raggiunte da avviso di garanzia. Tra gli altri, per corruzione i senatori del Pdl, Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano, e il Sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, per favoreggiamento l'ex assessore regionale all'Ambiente, Daniela Stati.
Secondo quanto appreso, Lanfranco Venturoni, in qualità di presidente del consiglio di amministrazione della Team spa, società a partecipazione pubblica per la gestione dei servizi ambientali municipali del Comune di Teramo, avrebbe favorito i fratelli Di Zio e la loro società per la realizzazione di un termovalorizzatore.
"Aspetto di conoscere gli atti e le motivazioni degli inquirenti. Pertanto, al momento, posso solo esprimere una fortissima solidarietà a Lanfranco", ha dichiarato Gianni Chiodi, governatore della regione.
Il senatore Fabrizio Di Stefano, ha dichiarato: "Sono stato raggiunto da un avviso di garanzia le cui motivazioni vengo a conoscere dagli organi di stampa. Se siano questo o altre poco mi importa, perché in questa e in qualunque altra vicenda sono assolutamente tranquillo e sereno, non avendo mai in alcun modo compiuto atti che violino le leggi".
Il senatore Paolo Tancredi, ha dichiarato: "Metto tutte e due le mie mani sul fuoco sull'integrità morale dell'assessore Venturoni; entrambi abbiamo sempre fatto le cose in completa trasparenza. Mi sento di poter dire che, a parte perché lo conosco e perché conosco le vicende, non c'è niente che non possa essere tranquillamente spiegato", "sulla mia posizione - continua il senatore - non posso parlare perché non conosco nulla, aspetto le carte. Sono tranquillo e sereno. Ovvio, sto ricevendo un avviso di garanzia, ma credo che avrò modo di chiarire".

Le reazioni:
Angelo Di Matteo, presidente Legambiente Abruzzo: "Il sistema criminoso messo in piedi in Abruzzo poteva essere una vera scure sulle buone pratiche di gestione dei rifiuti nella regione e l'affossamento di una delle migliori normative regionali in tema di rifiuti".  "Da quello che sembra emergere - continua - questi amministratori e imprenditori avrebbero intrapreso un percorso teso a smontare la legge regionale in vigore, che consente l'incenerimento solo a fronte di una raccolta differenziata di almeno il 40% del totale, per perseguire i loro interessi e tra questi la realizzazione dell'inceneritore". Per l'esponente ambientalista "se fosse stato completato questo progetto criminoso avrebbe rappresentato un grave danno anche per l'economia della regione che deve invece puntare su una gestione sostenibile dei rifiuti e quindi una maggiore raccolta differenziata".
Andrea Pastore, senatore Pdl: "Esprimo vicinanza e solidarietà a Venturoni, ai colleghi senatori Di Stefano e Tancredi ed il sindaco Brucchi. Le procure abruzzesi di L'Aquila e di Pescara hanno intrapreso tra loro una vera e propria gara a caccia degli uomini del Pdl, sostituendo i fatti con delle fantasie. Si sono alzati in volo gli avvoltoi del centro sinistra sperando di sentire odore di cadaveri eccellenti". "Dopo il flop dell'inchiesta aquilana sull'assessore Stati (comunque dimessa dalla sua carica 'manu militari') - continua l'esponente berlusconiano - e di quello su AbruzzoEngineering tocca ad un galantuomo qual'è l'assessore Venturoni, provare l'umiliazione di una pena restrittiva, proprio lui impegnato a rivoluzionare con il presidente Chiodi, e con l'intero centro-destra, la Sanità abruzzese vero cancro del sistema Abruzzo. Si vuole forse che anche Venturoni tolga il disturbo? Mi auguro che quella parte della magistratura abruzzese più responsabile consideri che così operando si rischia di disonorare chi senza colpe esercita il mandato politico ma anche di rinviare 'sine die' il momento in cui l'Abruzzo potrà riprendere il cammino dello sviluppo. Si faccia presto a chiarire i fatti contestati agli inquisiti, ma sin da ora posso testimoniare che il presunto favore ricevuto da Forza Italia per la locazione della vecchia sede di Pescara è assolutamente inesistente e sarebbe stato facilissimo verificarne l'infondatezza con un semplice accesso di polizia giudiziaria. Se di questo livello sono anche gli altri fatti contestati credo che l'inchiesta non abbia le gambe per camminare e che il centro-destra, ed in primis il presidente Chiodi dovranno continuare, senza tentennamenti o esitazioni nel percorso intrapreso".
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