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domenica 11 luglio 2010

"PONTIDA, UN'INVENZIONE DI CRAXI" DI CURZIO MALTESE (Il Venerdi di Repubblica del 9 luglio 2010, pg. 13)


Ho pensato di proporre l'articolo "Pontida, un'invenzione di Craxi" di Curzio Maltese apparso nella consueta rubrica "contromano" de "Il Venerdi di Repubblica":

"Il giuramento di Pontida non è un'idea della Lega di Umberto Bossi, ma una trovata di Bettino Craxi. Molti non lo ricordano ma io c'ero. Il 3 marzo del 1990 il segretario del Psi, preoccupato per l'avanzata leghista nel feudo lombardo, convocò gli stati generali del federalismo nel paese di Alberto da Giussano. Il programma era identico a quello della Lega di oggi. Si chiamava: "Decalogo del federalismo del buon governo". Il primo punto prevedeva il conferimento alle Regioni di ampie autonomie, riscrivendo l'articolo 117 della Costituzione. Gli altri nove erano il linea con il primo, tutti conditi da una potente retorica contro lo Stato centralista. La Lega imitò lo show craxiano tre settimane più tardi ed allora non ha mai smesso di ritrovarsi ogni anno a Pontida. Nei tre anni dal giuramento di Pontida alla pioggia di avvisi di garanzia, il Psi di Craxi non mise in pratica nessuna delle solenni promesse fatte. Ma non è questo il punto, visto che neppure la Lega, nei vent'anni successivi, ha realizzato una mazza nel campo del federalismo, per usare un termine caro a Bossi.
La questione è che Pontida l'ha inventata Craxi, come molte delle cose e tanti dei personaggi che ci hanno avvelenato l'esistenza negli ultimi vent'anni, dal Berlusconi al duopolio televisivo, da Tremonti a Brunetta, dallo sdoganamento dei fascisti al revisionismo storico, da Cicchitto all'anticomunismo come alibi universale, da Tangentopoli ai nani, alle ballerine, eccetera. Questa rubrica sostiene da sempre che la cosiddetta Seconda repubblica non è mai cominciata, da due decenni viviamo una coda della Prima, una Prima repubblica bis riverniciata di modernità. Berlusconi è soltanto una creatura di Craxi, circondata da uno stuolo di cortigiani ereditati da Craxi, più qualche imbecille dell'ultima ora.
L'opposizione ha cambiato quattro-cinque volte nome ai simboli, ma non una sola faccia, ed è guidata in sostanza dalle terze linee del Pci, con il rinforzo di qualche ex brillante giovanotto democristiano. L'Italia ha una classe dirigente da anni 80, per età e ancora di più per cultura. Questa è stata la Seconda repubblica, una sopravvivenza, un macigno del passato. La regressione di un Paese spaventato dal cambiamento, dalla globalizzazione, dal futuro. Ora la finzione è al capolinea. La Prima repubblica bis è agli atti conclusivi. Gli eterni anni 80 italiani stanno per terminare, con vent'anni di ritardo. Non esistono certezze, tranne forze una. Nulla di quanto sta per arrivare può essere peggiore di ciò che ci lasciamo alle spalle".

venerdì 23 ottobre 2009

E' MORTO GIULIANO VASSALLI, UNO DEI PADRI DELLA NOSTRA REPUBBLICA


La famiglia ha voluto che l'annuncio della scomparsa fosse dato soltanto oggi a esequie avvenute, ma il famoso giurista, padre della nostra Repubblica, si è spento il 21 ottobre a 94 anni.
Nato a Perugia nel 1915, si è laureato a La Sapienza di Roma nel 1936, allievo del penalista Arturo Rocco, dopo l'8 settembre del '43 entra nella resistenza romana, fino ad arrivare alla giunta militare del CLN, organizza l'evasione di Sandro Pertini e Giuseppe Saragat (i futuri presidenti della Repubblica), viene recluso e torturato nel carcere nazista di via Tasso. E' stato senatore del Partito Socialista Italiano e Presidente della Corte Costituzionale, Professore emerito dell'Università di Roma e membro dell'Accademia dei Lincei.
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini: "Ho la triste incombenza, ora che per espressa volontà della famiglia si sono svolte le esequie, di annunciare la scomparsa di Giuliano Vassalli. Un uomo che certamente per i suoi trascorsi e per il suo lungo impegno accademico, politico ed istituzionale avrebbe saputo apprezzare un convegno come questo e vi avrebbe potuto apportare un contributo di altissima qualità. Lo ricordo, esprimendo il cordoglio mio personale e della Camera dei deputati, proprio nel nome di quei valori che ne hanno contraddistinto, sin da giovanissimo, la lunga e intensa attività".
Il Segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini: "Con Giuliano Vassalli se ne va un uomo di grande intelligenza, uno dei padri del nostro diritto e un acuto costituzionalista. Voglio ricordarlo per la sua passione civile e politica che gli fece compiere le sue scelte coraggiose di fiero antifascista e di guida nella Resistenza fino a finire nel carcere di via Tasso dove viene torturato dai nazifascisti. Mi unisco personalmente e a nome di tutto il Partito Democratico al dolore dei familiari".
Il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: "L'Italia perde con Giuliano Vassalli una delle figure politiche più rappresentative, tale da inserirsi immediatamente nella memoria condivisa del Paese", "Coraggioso, resistente, giurista raffinato, Giuliano Vassalli ha sempre saputo conciliare l'alto impegno professionale con quello civile e politico. Espressione della migliore tradizione socialista-riformista, Vassalli ha operato per il bene comune con significativi atti di riforma svolgendo poi la funzione di Presidente della Corte costituzionale con straordinario equilibrio. Le istituzioni, la dottrina, dovranno onorarlo in modo adeguato perchè la sua testimonianza sia utile al prograsso civile del Paese".
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