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venerdì 29 luglio 2011

VIETTI, CSM: PROCESSO LUNGO VA NELLA DIREZIONE OPPOSTA AL RESTO D'EUROPA E CONTRO RIDUZIONE DURATA DEI PROCESSI



Relativamente al dibattito in corso sul cosiddetto processo lungo interviene il vice presidente del CSM (Consiglio superiore della Magistratura), Michele Giuseppe Vietti che, al margine della cerimonia d'insediamento del nuovo comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d'Aosta ha definito la proposta "una misura che va obiettivamente nella direzione opposta rispetto all'impegno per diminuire la durata dei processi sul quale il Csm è impegnato in modo prioritario, anche per tenere il passo con l'Europa". 
"Prendiamo atto - ha concluso Vietti - che il Governo ha ritenuto di non fare la stessa scelta, nonostante il parere molto critico del Csm".

Ricordiamo che il Senato ha approvato la fiducia al cosiddetto "processo lungo". Il Governo ha, dunque, incassato 160 voti favorevoli a fronte di 139 voti contrari espressi dai partiti di opposizione (UdC, Api, fli, MpA, Pd, IdV),


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martedì 16 novembre 2010

ITALIA, PAESE SENZA COLPEVOLI. STRAGE DI PIAZZA DELLA LOGGIA: TUTTI ASSOLTI


Sono trascorsi molti, troppi anni. Era il 28 maggio 1974, io non ero ancora nato, quando una bomba esplose in piazza della Loggia a Brescia. Otto furono le persone uccise ed un centinaio i feriti.
Siamo alla terza istruttoria dello stesso processo e, dopo trentasei anni, non c'è alcun colpevole. Di oggi a notizia delle assoluzioni degli ex terroristi di destra (Ordine Nuovo) Delfo Zorzi e Carlo Maria Maggi, del collaboratore dei servizi segreti Maurizio Tramonte e per il generale dei Carabinieri Francesco Delfino, per i quali la procura aveva chiesto l'ergastolo. Assolto anche l'ex segretario del Msi e fondatore di Ordine Nuovo, Pino Rauti, per il quale la stessa Procura aveva chiesto l'assoluzione. 
La sentenza fa riferimento all'art. 530 comma 2 del Codice di procedura penale, quindi per mancanza di prove.
Federico Sinicato, avvocato di parte civile al processo, ha così commentato: "La possibilità di ricorrere in appello c'è sempre, però la mia esperienza nell'ambito dei processi per le stragi degli anni Settanta mi porta a pensare che i processi d'appello non sono adatti a giudicare fatti di questo tipo". "Se i giudici di primo grado - ha aggiunto - che hanno avuto la percezione diretta delle prove e dei testimoni, che per due anni hanno vissuto e convissuto con il processo, non se la sono sentita, è molto difficile che i giudici di appello, che leggono solo le carte, possano arrivare a una valutazione diversa".
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