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mercoledì 30 marzo 2011

(REGIONE UMBRIA) DOPO IL VOTO DI IERI L'UDC TENTA IL COLPACCIO: "PRONTI A MAGGIORANZE ALTERNATIVE SENZA IDV E PRC"

Maurizio Ronconi, Udc
Sandra Monacelli, consigliere regionale Udc
Non sembrano placarsi le polemiche suscitate ieri dalla deflagrazione della maggioranza di Palazzo Cesaroni intorno ad uno dei temi caldi su cui misurarne la tenuta: la chiusura del ciclo dei rifiuti. Lo strappo si è consumato al momento di votare il Collegato alla manovra di bilancio che alla fine è passato con 17 voti contro 7 ma ha visto astenersi i consiglieri di Idv e Prc e correre in soccorso l'Udc.
A buttare benzina sul fuoco è oggi proprio il partito della vela che ha convocato con urgenza una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i massimi esponenti regionali del partito per spiegare il voto favorevole. Gli esponenti Udc non risparmiano nessuno e si dichiarano disposti a nuove maggioranze: "Quando c'è da decidere per gli interessi dell'Umbria - ha dichiarato la Monacelli, capogruppo Udc in Consiglio regionale - non si devono puntare i piedi, sia che si è nel ruolo di maggioranza che in quello di opposizione. Ieri ho votato a favore dello studio di fattibilità sull'inceneritore in Umbria, perché temo il rischio di continui rinvii, in presenza di discariche ormai all'esaurimento e con lo spettro dell'emergenza rifiuti in Campania". "Non me la sono sentita - ha continuato l'ex senatrice - di ritirarmi sull'Aventino. Anche se il mio partito non è forza di governo, ho ritenuto doveroso contribuire a sbloccare la situazione relativa alla gestione dei rifiuti urbani in Umbria, caratterizzata fino a ieri da uno psicodramma annunciato e da veti e rinvii imposti alla Giunta regionale dalla sinistra massimalista. Non ho invece apprezzato la posizione, senza memoria, dei consiglieri del Pdl che hanno sempre criticato la Giunta per la mancanza di coraggio nel decidere sulla chiusura del ciclo dei rifiuti, salvo votare subito dopo contro ciò che avevano richiesto anche ieri mattina. Sui fatti concreti siamo sempre disposti a dare il nostro contributo. Se gli altri fanno tattica bisogna smascherarli e per questo motivo ho espresso il mio consenso".
"Leggo oggi, in vista del voto pomeridiano sul bilancio, vere e proprie lettere d'amore dell'Idv e del Prc alla presidente della Giunta, dopo lo strappo di ieri sera in cui non hanno votato il collegato e questo fa pensare che oggi ci sarà una ricomposizione. In realtà quello che è successo ieri è stato un vero e proprio psicodramma di maggioranza, che ha riproposto l'eterno copione della sua ala massimalista e dei partiti dei 'No'. Sulla termovalorizzazione, Idv e Prc volevano ancora rinviare l'avvio di una soluzione, mentre anche l'Umbria rischia di riproporre l'emergenza Campania. Per l'Udc invece i problemi vanno affrontati e non rinviati".

Ma la conferenza stampa non è finita e tocca a Maurizio Ronconi aprire nuovi possibili orizzonti: "ciò che è successo ieri in consiglio regionale è un vero e proprio sfregio che non si rimarginerà, perché quella dei rifiuti è una questione che resta strategica. Dal punto di vista politico, sembra che prima del previsto qualcosa stia cominciando a cambiare. L'Udc è pronta a maggioranze alternative a livello regionale, a condizione che si facciano senza Idv e Prc. Il Pd è al bivio in Umbria tra continuismo ed apertura al nuovo: credo che la sua, attuale classe dirigente sia orientata più a vivacchiare che a scegliere il nuovo". "Il Pdl in Umbria - ha concluso l'ex parlamentare - è una sorta di 'partito-naftalina', cioè che dà la garanzia alla sinistra di durare nel tempo al potere, in quanto non si pone il problema di come governare in modo alternativo l'Umbria".


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lunedì 15 marzo 2010

DESTRA UMBRA CONTRO TUTTI. GASPARRI, MODENA & LAFFRANCO ATTACCANO COMUNISTI, MAGISTRATI E UDC



E' sicuramente più facile attaccare che fare proposte serie e convincenti. Durante la visita di Gasparri a Perugia Fiammetta Modena e Pietro Laffranco si sono scatenati. Hanno attaccato tutti comunisti, magistrati e Udc. "E' ora che i comunisti tornino a lavorare", ha esordito la Fiammetta e poi via con la difesa del capo da parte di Gasparri, "i giudici indaghino sulla mafia non su Berlusconi che attacca Santoro". Chiude Laffranco: "siamo in grado di cancellare l'Udc".
L'on. Laffranco analizza le intenzioni di voto degli umbri "I sondaggi di questi giorni ci danno intorno al 42%, ma è il trend che ci fa sperare se consideriamo che un mese fa il Pdl era attestato al 34".
In realtà non so se faccia sperare o preoccupare i vertici del Pdl, perchè un 42% sarebbe comunque un risultato che porterebbe nuovamente alla sconfitta della destra in Umbria e che, se consideriamo che la Lega è attestata intorno al 4%, vedrebbe un Pdl al 38%.
Probabilmente è per questo che, in mancanza di un progetto serio, l'ex esponente del MSI spera di recuperare qualche posizione attaccando apertamente l'Udc e la candidata di centro Paola Binetti: "catapultata in Umbria dall'alto, lei che dell'Umbria non conosce neanche la posizione geografica, ma il Pdl in queste elezioni è in grado di cancellare l'Udc perchè loro sono i primi a non volere il cambiamento in questa regione".
Gasparri, senza parlare minimamente dell'Umbria, parte all'attacco dei giudici: "Quello che leggete sui giornali di questi giorni ha dell'incredibile: un giudice di Trani che indaga Silvio Berlusconi per una telefonata su Annozero. Incredibile, invece di pensare a mafia e mafiosi perdono tempo col presidente del Consiglio. Come se non sapessero il suo pensiero e il nostro sulla faziosità di Michele Santoro che noi gridiamo tutti i giorni in piazza e in televisione", quindi un mega-invito alla manifestazione del Pdl: "Non sarà una manifestazione contro qualcuno, noi sabato parleremo solo di politica e di elezioni presenteremo i nostri 13 candidati alle regionali e insieme a loro spiegheremo i nostri programmi su sanità, trasporti e lavoro nelle varie regioni".
Quindi è l'ora della Fiammetta: "La Marini? Il più grosso conflitto di interessi presente oggi in Umbria", "Vinciamo noi così i comunisti torneranno finalmente a lavorare".
Le reazioni:
Paola Binetti, Udc: "Fuori luogo e offensiva l'idea di voler cancellare l'Udc. Il Paese ha bisogno di un altro stile di campagna elettorale. Sgradevole anche il riferimento al fatto che io non sappia la geografia. La sanno forse loro nel Lazio?", "C'è un desiderio forte di cambiamento, che urge sulla bocca di tutti e che vogliamo trasformare in un coinvolgimento operativo per ricostruire insieme questa regione, per ridare valore all'Umbria". "La convinzione che la regione meriti un cambiamento di passo e che stia diventando urgente modificare certe logiche organizzativo-gestionali e certe procedure per ridare slancio ad una economia che corre il rischio di diventare asfittica e di accentuare gli elementi di criticità".
Maurizio Ronconi, Udc: "Nel Pdl dell'Umbria non riescono più a nascondere un nervosismo che lievita con i dati dei sondaggi. Ormai è chiaro che in Umbria il Pdl non vincerà e votarlo significherebbe solo mettere in congelatore i voti, renderli inutilizzati per cinque anni, consegnarli a consiglieri regionali che hanno abbondantemente dimostrato di non saper fare neppure opposizione".
Sandra Monacelli, Udc: "Leggendo le dichiarazioni dell'on. Laffranco che vorrebbe cancellare il centro - bontà sua, ma non forse del popolo sovrano - si comprende meglio la disaffezione degli umbri verso questa consultazione elettorale del 28-29 marzo, nella quale anzichè parlare di programmi e dei problemi della gente, si tenta di alzare i toni scambiando le strategie con i sondaggi, la politica con i vantaggi e la democrazia degli elettori con la dittatura delle oligarchie".

lunedì 27 ottobre 2008

TRA UN TE' E UN PASTICCINO, IL GRAVE ERRORE DI BALDASSARRE

Antonio Baldassarre

A casa Crescimbeni, tra un tè e un pasticcino, il professor Baldassarre ha incontrato i vertici regionali e provinciali della PDL e della Nuova DC per discutere sulla sua candidatura a Sindaco di Terni. Manca all'appello l'UDC, i cui esponenti provinciali e regionali, Massimo D'Antonio e Sandra Mocacelli, non sono intervenuti a causa delle recentissime "incomprensioni" tra l'ex presidente della Rai ed Enrico Melasecche. Si nota anche la mancanza degli esponenti dell'Associazione "RINNOVIAMO INSIEME TERNI" che, a dire la verità, non sono stati neanche invitati a partecipare al primo summit dei 'supporters' di Baldassarre.
Dagli articoli usciti sulla stampa locale per l'occasione, leggiamo: "Si analizzeranno, verosimilmente, una serie di problemi e di snodi sul tappeto: la lista civica del professore, i rapporti con il Pdl, possibili tempi e modi di una uscita ufficiale per la candidatura..." (da "Il Giornale dell'Umbria" del 26/10/2008, pg. 36 e 37 - "Baldassarre e Pdl, un tè per decidere" di Andrea Giuli).
Più andiamo avanti e meno ci capisco. Analizzando le notizie uscite nelle ultime due settimane, il panorama che finora avevo delineato è radicalmente mutato. Non comprendo le ultime mosse del Presidente emerito della Consulta che dichiara di non volere essere caratterizzato da nessun partito ma che, nella realtà, sembrerebbe volersi caratterizzare come il candidato della Pdl.
Questo è l'errore più grave. Candidarsi a Terni per vincere, anche in un momento di oggettiva difficoltà del centro-sinistra, significa tentare di intraprendere l'unica strada possibile, quella di candidarsi come leader di una lista civica che nasca dal basso.
L'unica cosa certa è che la candidatura di Baldassarre è appoggiata soltanto dalla Pdl e dalla Nuova Dc (?!?), nessuna lista civica, niente che parta dal basso...
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