Visualizzazione post con etichetta Paolo Ferrero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Paolo Ferrero. Mostra tutti i post

martedì 14 febbraio 2012

(UMBRIA) IL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE, ORFEO GORACCI, E' STATO ARRESTATO INSIEME AD ALTRE 8 PERSONE. TERREMOTO POLITICO A GUBBIO, RIFONDAZIONE E IDV


Questa mattina il vicepresidente del consiglio regionale dell'Umbria, Orfeo Goracci, e altre otto persone sono state raggiunte da un'ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip della Procura della Repubblica di Perugia. Vari i reati contestati che andrebbero dall'associazione a delinquere finalizzata all'abuso d'ufficio, concussione e soppressione di atti pubblici e si riferirebbero alla seconda sindacatura eugubina dello stesso Goracci.
Insieme allo 'Zar' - così viene definito Goracci - sono state eseguite le altre otto ordinanze che hanno raggiunto altrettanti esponenti della giunta della città dei Ceri (i primi quattro in carcere, gli altri ai domiciliari):
  • Maria Cristina Ercoli (Prc), ex assessore al Bilancio ed ex vicesindaco;
  • Lucio Panfili (Prc), ex assessore all'Ambiente;
  • Graziano Cappannelli (Idv), ex assessore al Commercio;
  • Lucia Cecili, dirigente al personale del Comune di Gubbio;
  • Marino Cernicchi (Prc);
  • Nadia Ercoli, sorella di Maria Cristina e funzionaria della polizia municipale del Comune di Gubbio;
  • Antonella Stocchi (Lista Civica Sinistra Unita), ex presidente del Consiglio comunale di Gubbio;
  • Paolo Cristiano, ex segretario comunale di Gubbio.
L'associazione a delinquere, guidata dallo 'Zar', avrebbe commesso i reati contestati "con abuso dei poteri inerenti una pubblica funzione ed in danno di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio", e "per aver stabilmente piegato lo svolgimento delle pubbliche funzioni al perseguimento di interessi privati consistenti in vantaggi politico-elettorali, mantenimento delle posizioni di potere e sviluppo della carriera, vantaggi economici per se stessi e per soggetti loro legati da vincoli di vicinanza politica, amicizia e sentimentali, con pari e ingiusto danno per la collettività, per i dipendenti e i soggetti estranei all'amministrazione ritenuti invisi od ostili al sodalizio che venivano stabilmente posti in condizioni di emarginazione, sfavoriti, danneggiati nello sviluppo della carriera, minacciati, estorti ed ingiustamente penalizzati, in un generale clima di intimidazione e di paura instaurato e mantenuto dal sodalizio all'interno di Comune di Gubbio".
Al solo vicepresidente del consiglio regionale dell'Umbria, inoltre, è stato contestato anche il reato di violenza sessuale aggravata perché commesso "nella sua qualità di pubblico ufficiale e all'interno del proprio ufficio di sindaco", nello specifico - si legge sempre nell'ordinanza - "per avere in due distinte occasioni costretto una dipendente, alla quale inviava numerosi sms e pressanti inviti per intrattenere rapporti sessuali, a subire atti sessuali, baciandola, cingendole le spalle e tirandola a sè, contro la volontà della donna".

Le reazioni:
  • Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista: "Abbiamo piena fiducia nell'azione della Magistratura e auspichiamo si arrivi rapidamente al processo in modo da fare piena luce sulla vicenda. Per quanto riguarda i rapporti tra Rifondazione Comunista e gli indagati, il Partito della Rifondazione Comunista ha immediatamente sospeso chi ha ricevuto avvisi di garanzia già nel mese di novembre e abbiamo chiesto pubblicamente a Goracci di dimettersi dalla sua carica di Vicepresidente del Consiglio regionale dell'Umbria in quanto chi è indagato non deve - a nostro parere - ricoprire incarichi istituzionali. Lui non si è voluto dimettere e c'è stata una polemica pubblica molto dura a riguardo tra il nostro partito e Goracci. Ora la giustizia faccia il suo corso, ribadiamo la nostra totale fiducia nell'autorità giudiziaria";
  • Damiano Stufara (consigliere regionale Prc) Stefano Vinti (segretario regionale Prc) e Enrico Flamini (segretario provinciale di Perugia Prc), in una nota congiunta ribadiscono "come sempre fatto in questi mesi, la totale fiducia nella magistratura" e ricordano che "gli organismi del partito insieme al gruppo consiliare regionale avevano disposto, già lo scorso 5 novembre, subito dopo la semplice informazione di garanzia rivolta a Orfeo Goracci e Maria Cristina Ercoli, e dati i reati che allora venivano contestati, la sospensione degli stessi dal partito e la richiesta di dimissioni dalle cariche istituzionali ricoperte". "Rifondazione comunista - ha evidenziato Stufara - ha fatto della questione morale una delle sue principali bandiere ed elementi identitari. Per tale ragione riteniamo politicamente che i rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni debbano sempre dimostrare una specchiata ed incontrovertibile etica pubblica. Lo ritenevamo ieri, quando altri partiti della maggioranza regionale si sono opposti alle dimissioni di Goracci che noi chiedevamo, e lo riteniamo ancor più oggi di fronte all'evoluzione che la vicenda ha avuto";
  • Paolo Brutti, segretario regionale IdV Umbria: "Cari amici, avendo appreso la notizia di stampa che nella mattina del 14 febbraio 2012 è stato arrestato il consigliere comunale di Gubbio Graziano Cappannelli, nostro dirigente e iscritto, insieme a Orfeo Goracci, vice presidente del Consiglio regionale e altri nell'ambito dell'inchiesta avviata da alcuni mesi dalla magistratura, in base ai poteri conferitemi dallo statuto per la difesa dell'immagine e dell'integrità del nostro Partito, provvedo a sospendere con decorso immediato Graziano Cappannelli dalla condizione di iscritto dall'Idv. Al momento della sua presentazione in lista per il Comune di Gubbio, Cappannelli ha sottoscritto il patto etico dell'Italia dei Valori con il quale afferma di non avere avuto, né di avere, alcun procedimento a suo carico. La sospensione implica la contestuale decadenza dai ruoli e gli incarichi ricoperti nel Partito e nelle amministrazioni. Confido pienamente nell'operato della magistratura e nel fatto che Cappannelli saprà far valere le sue ragioni nella prosecuzioni dell'inchiesta a suo carico e del giudizio";
  • Diego Guerrini (Pd), attuale sindaco di Gubbio: "Vorrei esprimere un messaggio di tranquillità e di stabilità a tutti gli eugubini, per la certa continuità dell'attuale azione di governo della città". "Il consiglio comunale - ha continuato - è la sede più opportuna, nel profondo rispetto istituzionale, in cui, nelle previste comunicazioni del sindaco, intendo effettuare le mie dichiarazioni";
Le notizie del blog TERNI...tudine sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «TERNI...tudine Blog» e l'indirizzo «www.ternitudine.blogspot.com»

venerdì 4 settembre 2009

FINI A PERUGIA AL CONVEGNO DELLE ACLI: DIRITTO DI VOTO AGLI IMMIGRATI E LA LEGA NON CEDA ALLA PROPAGANDA



La prima giornata del convegno nazionale delle Acli si è aperta ieri a Perugia alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, del Presidente nazionale, Andrea Olivero e della Presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti.
Devo esprimere un profondo apprezzamento per moltissimi dei passaggi del Presidente Fini che si è dimostrato molto vicini alle posizioni dell'Acli e al cosiddetto 'modello Umbria' sul fronte dei diritti dei migranti.
"Sono più italiani i ragazzi della nazionale italiana di cricket che ha vinto gli europei, tutti figli di bengalesi, cingalesi e pakistani che si sono stabiliti qui. Sono più italiani loro dei nipoti di italiani, con cognomi come Rossi e Bianchi, che nel Sudamerica ottengono il nostro passaporto in nome dello ius sanguinis solo per poter meglio accedere negli Usa. Questi figli di bengalesi e pakistani vestono la maglia azzurra e parlano i nostri dialetti per davvero - lo dico perchè c'è chi obietta - sono come Balotelli che parla bresciano stretto".
Secondo l'ex leader di Alleanza Nazionale, la concessione del voto agli immigrati rappresenterebbe una "scelta coraggiosa e lungimirante". "I diritti degli stranieri sono tutelati dal principio generale d'uguaglianza che impedisce ogni forma di discriminazione nella fruizione dei diritti sociali, tuttavia tale garanzia non comprende l'esercizio dei diritti politici. Ci troviamo di fronte a una contraddizione che non può essere negata e che può produrre, in prospettiva, tensioni sociali e determinare nuove forme di emarginazione". "C'è da chiedersi fino a quando la nostra democrazia potrà permettersi di escludere una parte crescente di residenti sul proprio territorio sui processi decisionali che riguardano tutti, italiani e non? E' un problema da affrontare con scelte lungimiranti". Il Presidente della Camera ha anche bacchettato la Lega per "non cedere alla propaganda elettorale sulla questione degli immigrati", "serve una discussione seria, senza cedere a tentazioni propagandistiche in vista delle elezioni amministrative".
Non sono, però, mancate le reazioni.
Il viceministro leghista Castelli ha dichiarato: "Fini sempre più distante dalla Lega e dal Pdl e non vorrei che facesse la fine di Bertinotti e scomparisse dalla vita politica italiana", "Fini è ormai il cavaliere bianco del politicamente corretto, sembra che abbia comprato il manuale e ogni giorno ce ne regali una pagina". A Perugia, qualche suo ""ex" affezionato che però vuol restare anonimo" - come si legge dall'articolo di Alessandro Antonini sul Corriere dell'Umbria di oggi - avrebbe fatto una battuta: "E' pronto per fare il segretario del Pd".
Ignazio La Russa, Ministro della Difesa: "E' giusto quello che ha detto Fini. Ci stiamo riflettendo, è una cosa su cui il Parlamento sta riflettendo da tempo".
Roberto Maroni, Ministro dell'Interno: "L'abbiamo già detto molti anni fa, quando Gianfranco Fini fece per la prima volta questa proposta. Il voto agli immigrati non lo condividiamo e non è nel programma di governo. Se il Parlamento vuole discuterla, lo faccia, ma nessuno potrà pretendere da noi che cambiamo opinione rispetto a un principio che sosteniamo da sempre, e cioè che il voto è un diritto di chi ha la cittadinanza così come è scritto nella Costituzione".
Franco Frattini, Ministro degli Esteri: "Chi paga le tasse, chi parla l'italiano, chi rispetta la Costituzione e la bandiera, deve avere il diritto di rappresentanza. 'No taxatione without representation', come possiamo riscuotere tasse, se non riconosciamo a chi le paga il diritto di essere rappresentato? Il Pdl deve lavorare in modo organico su un'integrazione non solo securitaria. Purtroppo, temo che se oggi sottoponessimo a un esame la conoscenza della lingua e della Costituzione degli extracomunitari che sono in Italia da più di cinque anni, non molti lo passerebbero. Ma se ci sono uomini e donne che amano l'Italia, perchè dobbiamo considerarli stranieri? Con tutti gli italiani che non amano il loro Paese..."
Livia Turco, Partito democratico: "Fini vada avanti con determinazione: sono sicura che in Parlamento c'è una maggioranza nella quale prevale il buon senso e che può condividere le ragioni per cambiare la legge. Quella attuale è un vero e proprio scandalo in Europa. Siamo il solo Paese nel quale prevale lo'ius sanguinis', dove occorrono dieci anni di permanenza per il solo avvio di spaventose procedure burocratiche e dove, per i figli di immigrati, occorrono diciotto anni ininterrotti per l'accesso alla domanda. Una riforma di questa legge è necessaria e, soprattutto, farà bene all'Italia".
Paolo Ferrero, Partito della Rifondazione Comunista: "E' molto positivo che, dopo le prese di posizione da parte di Fini, anche il ministro degli Esteri, Frattini, sostenga che gli immigrati, extracomunitari e non, che pagano le tasse, e cioè tutti coloro che vivono e lavorano in Italia, abbiano diritto di godere dei normali diritti civili e politici concessi a ogni cittadino italiano, a partire dal voto alle elezioni amministrative. A questo punto, il governo Berlusconi dovrebbe e potrebbe fare una cosa sola: presentare un disegno di legge in tal senso alle Camere per garantire agli immigrati i loro sacrosanti diritti e per superare il regime attuale, che non è altro che un odioso apartheid che riguarda ben tre milioni di lavoratori privi dei più elementari diritti. Un regime e un sistema elettorale che ricorda molto da vicino quello elitario e classista che vigeva in Italia a fine Ottocento, quando si poteva votare e contare solo sulla base del censo di cui si godeva".

martedì 26 maggio 2009

CESARE SALVI TORNA A TERNI E SCOPPIA LA POLEMICA


Gli esponenti ternani di "Sinistra e Libertà" partono all'attacco dell'ex Ministro che oggi sarà a Terni insieme a Paolo Ferrero ed Oliviero Diliberto per appoggiare la lista che, in Comune, appoggia la candidatura a Sindaco di Leopoldo Di Girolamo.
Qualche settimana fa, Salvi era stato invitato dal candidato Sindaco di destra Antonio Baldassarre ed aveva partecipato - insieme al Presidente regiobale dei Comunisti Italiani Mario Andrea Bartolini - all'incontro sull'etica. "In quell'occasione - dicono - è andata in scena un imbarazzante quadretto trasversale, di illustri pensioni d'oro della politica, intenti a sorreggersi a vicenda, che certo non fa bene alla buona politica. Speriamo che Salvi non sbagli il nome del sindaco da appoggiare!".
Follow Me on Pinterest