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sabato 5 febbraio 2011

SILVIO IN VISTA DEL RIMPASTO, SCHIACCIATO TRA LA DESTRA E I 'RESPONSABILI', ATTACCA I GIUDICI E PARTE CON LE PROMESSE


Dal primo convegno dei 'responsabili', organizzato a Roma dall'On. Scilipoti (ex Idv), Silvio interviene in mattinata in collegamento telefonico: "Riformeremo il fisco con una grande operazione che permetterà di avere un unico codice fiscale e che ridurrà il prelievo delle imprese", "Andare al voto ora sarebbe un grave danno". Poi, nel pomeriggio, interviene - sempre telefonicamente - ad un incontro organizzato a Milano dall'On. Pionati (ex Udc) sparando a zero sulla magistratura e la Corte Costituzionale: "Quando il Parlamento fa una legge non deve esserci più la possibilità di avere il pm che impugna e la Corte Costituzionale che la abroga in osservanza dei desideri del pm". 
Dichiarazione eversiva quella del presidente del Consiglio che continua sulla questione della durata dei processi: "non si può continuare ad accettare che un cittadino sottoposto a processo e assolto possa essere richiamato in Appello o in Cassazione. I Pm lo fanno sempre per puntiglio o per antipatia personale o politica", per "rovinare la vita delle persone nei gironi infernali dei processi". "E' una legge - continua Berlusconi riferendosi sempre alla durata dei processi - che avevamo già fatto ma come per tutte le leggi che non piacciono ai pm, i pm le impugnano e le portano davanti alla Corte Costituzionale, formata da 11 giudici provenienti dall'area di sinistra e solo quattro da destra, e l'hanno abrogata. Questa è una cosa che non possiamo più accettare".

Sempre di fronte alla platea dei 'responsabili', dopo aver discettato di giustizia il presidente del consiglio si definisce "sereno" e "innocente" relativamente alle nuove accuse e dichiara "ho la pelle dura e sono assolutamente convinto che sia necessario continuare a portare avanti il mio impegno politico", quindi spara i suoi sondaggi "secondo il sondaggio di Euromedia sono al 51%. Pdl, Lega e Destra al 45%, quindi assolutamente vincenti. E questo ci dà fiducia".
La formula è sempre la stessa e dimostra che la campagna elettorale è già iniziata. Gli attacchi alla magistratura continuano "sono assolutamente sicuro che verrò fuori con il segno dell'innocenza e l'assoluzione più completa perché il fatto non sussiste, l'ho giurato su figli e nipoti, quindi vado avanti assolutamente sereno". Gli attacchi a Fini: "quando noi portavamo queste riforme a Gianfranco Fini lui le bocciava in partenza perché era sempre e comunque dalla parte dei magistrati, di certi magistrati. E quindi non abbiamo potuto farle", e le intercettazioni "quando siamo al telefono nessuno di noi ha più la certezza di non essere spiato. Nessuno di noi ha più la certezza dell'inviolabilità di ciò che dice e questo significa che non viviamo in uno Stato veramente libero. questo deve essere cambiato assolutamente". Poi promesse e varietà:
"presenteremo al prossimo Consiglio dei ministri un piano straordinario per dare, come si dice, una frustata al cavallo dell'economia. Abbiamo vissuto una crisi economica che ancora non è passata", il nuovo piano promette "comprende nuove leggi per liberalizzare le attività economiche, a cominciare dalla revisione dell'articolo 41 della Costituzione, e anche nuove norme per il rilancio del Sud, con l'obiettivo di arrivare entro 5 anni a un incremento importante. Faremo una riforma dei servizi pubblici locali e cercheremo di smantellare la mentalità statalista e assistenzialista". Poi le battute e le gag anche per sdrammatizzare il 'Bunga bunga": "Sono ad Arcore e stasera ho un bunga bunga da organizzare. Ho un compito improbo: fare casting, che non è affatto piacevole come compito".

Apertura alla destra di Storace a fermo posta: Berlusconi amplia la schiera delle alleanze anche in vista delle prossime elezioni ed anche per risolvere qualche problemino locale (Roma) assicurando un posto da sottosegretario anche a 'La Destra' di Francesco Storace (ex Msi, ex An, ex governatore del Lazio, ex ministro della Sanità) che pure non ha alcun seggio parlamentare. Nella lettera si legge: "Considero la Destra che tu hai fondato un alleato importante, oggi per il proseguo dell'attività di governo, domani in una comune battaglia elettorale per sconfiggere ancora una volta questa sinistra demagogica".


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sabato 22 gennaio 2011

CONDANNA DEFINITIVA PER TOTO' CUFFARO. I 'RESPONSABILI' PERDONO UN ALTRO PEZZO


Salvatore 'Totò' Cuffaro, ex governatore della Sicila, ex esponente di spicco dell'Unione di Centro oggi senatore del nuovo gruppo parlamentare MRN (Movimento di Responsabilità Nazionale) in appoggio al governo Berlusconi, è stato condannato a 7 anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e violazione del segreto istruttorio nell'ambito del processo "talpe alla Dda" con sentenza definitiva della seconda sezione penale della Corte di Cassazione.
Cuffaro ha espresso la volontà di andarsi a costituire subito, anche se l'estratto della sentenza gli sarà notificato entro cinque giorni: "Rispetto la magistratura, adesso andrò a costituirmi", "affronterà la pena come è giusto che sia, questo è un insegnamento che lascio come esempio ai miei figli. Sono stato uomo delle istituzioni e ho un grande rispetto della magistratura che è una istituzione, quindi la rispetto anche in questo momento di prova. Questa prova, che certamente non è facile, ha rafforzato in me la fiducia nella giustizia e soprattutto ha rafforzato la mia fede. Se ho saputo resistere in questi anni difficili è soprattutto perché ho avuto tanta fede e la protezione della Madonna, adesso affronterò la pena come è giusto che affronti un uomo delle istituzioni ed ora viene chiamato a sopportare una prova. Lo lascerò come insegnamento ai miei figlio, devono avere fiducia nella giustizia e nelle istituzioni". Questa è la dichiarazione rilasciata dall'ex governatore della Sicilia che aveva atteso il pronunciamento della sentenza dalle ore 9,00 alle 12,30 in preghiera nella Chiesa della Minerva a Roma.
Insieme a quella di Cuffaro, sono state confermate anche quelle degli altri imputati: 15 anni di carcere per l'ex manager della sanità Michele Aiello; quasi 7 anni e mezzo per l'ex maresciallo del Ros, Giorgio Riolo; 3 anni per il dirigente della sezione anticrimine della Questura di Palermo, Giacomo Venezia; 4 anni e 6 mesi per Aldo Carcione; un anno per Roberto rotondo; 9 mesi per Michele Giambruno; 4 anni e 6 mesi per Lorenzo Iannì; 6 mesi per Antonella Buttitta; 9 mesi per Salvatore Prestigiacomo e 2 anni per Angelo Calaciura.

La prima conseguenza diretta della conferma della condanna è la decadenza del seggio al Senato. L'MRN (Movimento di Responsabilità Nazionale), il coordinamento dei gruppi parlamentari che hanno dato l'appoggio al governo Berlusconi, perde un'altro pezzo. 

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