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mercoledì 21 marzo 2012

(TORINO) AGGUATO, COLPI DI PISTOLA CONTRO IL CONSIGLIERE ALBERTO MUSY DEL TERZO POLO


Il candidato sindaco per l'UDC alle scorse elezioni amministrative del 2011 e capogruppo dello stesso partito al consiglio comunale di Torino, l'avvocato Alberto Musy, è stato colpito questa mattina da alcuni colpi di arma da fuoco da un uomo con il volto coperto nel cortile della sua abitazione; tre colpi al torace e alla schiena.
Ricoverato immediatamente all'ospedale, l'intervento è ancora in corso. Paolo Del Gaudio, primario del reparto di rianimazione del pronto soccorso delle Molinette, ha riferito: "Il paziente al suo arrivo era incosciente e presentava una frattura della teca cranica sotto la quale si era formato un ematoma che comprimeva il cervello, cosa abbia determinato questa frattura lo sapremo solo quando i neurochirurghi avranno rimosso l'ematoma e verificato cosa lo ha causato.
Dalle prime ricostruzioni, l'aggressore aveva il volto coperto da un casco integrale ed avrebbe sorpreso il consigliere comunale nel cortile della sua abitazione. Prima di perdere conoscenza Musy ha detto alla moglie "mi hanno seguito".

Le prime reazioni:
  • Piero Fassino, sindaco di Torino, recatosi immediatamente all'ospedale le Molinette ha parlato di "sgomento e dolore per un atto di violenza inaudita quale che sia la dinamica e le ragioni che lo hanno determinato";
  • Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte, "è una cosa che ci fa tornare indietro di tanti anni, ma non ci sono gli elementi per pensare che il fatto sia collegato a una matrice politica";
  • Pierferdinando Casini in un messaggio su facebook: "Siamo tutti con Alberto Musy e con la sua famiglia. Le parole non servono. Preghiamo per lui". Il leader del Terzo Polo e il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, si recheranno a Torino nel primo pomeriggio;
  • Annamaria Cancellieri, ministro dell'Interno: "E' molto grave, è sicuramente un fatto da condannare";
  • Antonio Manganelli, prefetto di Torino; "E' sicuramente un episodio inquietante, sul quale l'attività investigativa è in corso per chiarire tutti gli aspetti della vicenda";


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lunedì 4 aprile 2011

STORIE DALL'ITALIA CHE REGREDISCE: LA LEGA VUOLE LE MILIZIE REGIONALI


Dopo il flop delle ronde padane e degli alpini del nord, la Lega Nord la spara ancora più grossa: una milizia regionale per l'ordine pubblico. L'annuncio è stato dato questa mattina in aula; una proposta di legge sottoscritta da 40 dei suoi deputati per l'istituzione del "Corpo dei volontari per la mobilitazione" sul modello della Guardia nazionale americana. Il Corpo farebbe parte delle Forze armate e della Protezione civile e "concorrerebbe al soccorso in caso di calamità naturali, gravi attentati e incidenti a infrastrutture ai siti produttivi per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza" (Dal sito de 'Il Sole 24 Ore'); disporrebbe solo di armi leggere e sarebbe organizzato il 20 battaglioni regionali, ogni battaglione sarebbe composto di mille persone reclutate su base regionale.
Il testo della proposta di legge fa rabbrividire, "Nella Repubblica - si legge - manca uno strumento agile e flessibile che possa essere impiegato a richiesta degli esecutivi regionali per far fronte alle situazioni che esigono l'attivazione del sistema di protezione civile", e ancora i deputati della Lega: "l'importazione nel nostro ordinamento dell'Istituto della Guardia Nazionale permetterebbe di assicurare il soddisfacimento di queste esigenze liberando i reparti operativi delle Forze Armate da compiti di presidio del territorio dei quali sono talvolta impropriamente gravati e predisponendo uno strumento utilizzabile all'occorrenza quando il moltiplicarsi degli interventi all'estero riduca, ad esempio, le risorse organiche disponibili in patria".
Il leghista Franco Gidoni: "Abbiamo proposto di prevedere mille uomini per Regione, in supporto all'esercito in caso di calamità naturale", "l'argomento - ha continuato - è rimasto scoperto dopo l'abolizione della leva militare obbligatoria. E' un problema che va affrontato, senza doverne fare a tutti i costi una questione politica".

Le reazioni:
  • Ignazio La Russa, ministro della Difesa: "In ogni paese, anche il più federalista del mondo, l'esercito non viene mai regionalizzato o parcellizzato. E' una delle caratteristiche dello stato unitario";
  • Ettore Rosato, Pd: "Dopo aver incassato il finto federalismo la Lega sta forse puntando alla secessione militare?", "Sembra voler mettere in discussione l'unità stessa del Paese e creare venti piccoli eserciti da brandire contro i propri vicini. Se non fosse stata presentata da un gruppo così folto di deputati l'avrei definita una pagliacciata, ma la presenza di autorevoli esponenti del Carroccio la rende seriamente preoccupante";
  • Lorenzo Cesa, segretario Udc: "dopo la pagliacciata delle ronde, fallite miseramente perché respinte dalla stessa società civile, prepariamoci all'ennesimo interminabile e inutile dibattito sugli eserciti regionali, l'ultima grottesca provocazione della Lega che non troverà mai attuazione. Invece di perdere tempo con queste 'boutade', il Carroccio pensi a governare e a sostenere seriamente le Forze dell'Ordine, che per colpa degli ingenti tagli del governo non hanno le risorse e i mezzi necessari per difendere i cittadini";
  • Adolfo Urso, Fli: "una sciocchezza propagandistica paragonabile a quella delle ronde cittadine, spero che il Pdl e il ministro della difesa rigettino questa proposta subito e senza infingimenti";
  • Angelo Bonelli, Verdi: serve "per sviare l'attenzione del proprio elettorato dalle vicende giudiziarie di Berlusconi e sui pasticci che la maggioranza sta facendo per assicurare l'impunità del presidente del Consiglio";

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