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lunedì 23 maggio 2011

(UMBRIA/INCHIESTA SANITA') LA 'ZARINA' MARIA RITA LORENZETTI INDAGATA E INTERROGATA: "GLI ATTI SONO LEGITTIMI"

Maria Rita Lorenzetti, ex presidente della Regione Umbria
(immagine tratta dal sito dell'Università di Perugia)
L'inchiesta sulla sanità in Umbria procede. La Procura della Repubblica di Perugia, nello specifico i Pm Mario Formisano e Sergio Sottani coordinati da Giacomo Fumu, ha iscritti nel registro degli indagati, oltre all'ex assessore alla Sanità Maurizio Rosi, anche la 'Zarina' Maria Rita Lorenzetti, ex governatrice, con l'accusa di falso ideologico e abuso d'ufficio in relazione ad alcune delibere della Giunta per l'assunzione di un centinaio tra medici, infermieri e tecnici in Asl e Aziende ospedaliere.
La Lorenzetti, oggi presidente di Italferr (società delle Ferrovie dello Stato), interrogata dalla Procura ha respinto ogni addebito. In una nota del suo legale, Luciano Ghirga, si legge: "La ex presidente nel mantenere un doveroso riserbo istruttorio manifesta la propria fiducia nell'operato degli organi inquirenti e ribadisce la propria estraneità a tutti i fatti che le sono stati contestati", nega "ogni profilo di illecità del proprio operato e di quello dell'intera Giunta" ribadendo la "legittimità degli atti adottati e gli ottimi risultati della sanità umbra, correlati alle esigenze di bilancio regionale ed ai servizi offerti".

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sabato 16 ottobre 2010

(UMBRIA) BUFERA SANITA': RIOMMI DIMISSIONARIO, LA NOTA


Ieri sera Vincenzo Riommi, assessore alla Sanità della Regione dell'Umbria, ha rimesso le sue dimissioni pur non essendo "destinatario di alcuna contestazione da parte dell'autorità competenti sulle indagini in corso" come si legge nel comunicato della Regione.
"L'Umbria - si legge ancora nello stesso comunicato - in questi anni ha raggiunto obiettivi rilevanti nella organizzazione e gestione capace di produrre innovazione, qualità e salvaguardia degli equilibri di bilancio, tanto da essere pronta ad affrontare le nuove sfide importe dal federalismo fiscale. Una sanità equa, pubblica basata sul modello universalistico e accessibile a tutti i cittadini. In questi mesi la Giunta regionale sta lavorando alacremente a nuove sfide per potenziare dal punto di vista tecnologico per le nostre strutture sanitarie, per intervenire decisamente sulle liste di attesa, per realizzare il Centro unico di prenotazione e gestire gare unitarie nelle forniture di servizi e tecnologie, al fine di razionalizzare sempre di più la spesa sanitaria". "Per questo motivo - conclude la nota - si nutre preoccupazione per ogni tentativo di interrompere le azioni di riforma intraprese dalla Giunta regionale e dall'assessorato alla Sanità e si intende evitare ogni strumentalizzazione, che possa pregiudicare nella sostanza gli obiettivi e le sfide sulla sanità regionale che ci vedono fortemente impegnati, nell'interesse di tutti i cittadini".
La Presidente della Regione, Catiuscia Marini, si è riservata di decidere in merito. La decisione era stata presa dopo la notizia che il nome dell'assessore era comparso negli atti dell'indagine in corso sull'Asl di Foligno. Oggi la procura di Perugia ha comunque precisato che Vincenzo Riommi non è iscritto nel registro delle notizie di reato.

giovedì 14 ottobre 2010

AGENZIA UMBRIA SANITA': COLLEGIO DEI REVISORI NON HA SVOLTO ALCUN CONTROLLO


All'audizione del Collegio dei Revisori dell'Agenzia Umbria Sanità, Massimo Sorbara, Paolo Sebastiani e Gian Luigi Bernelli, al Comitato di Vigilanza e Monitoraggio della Regione dell'Umbria, è emerso che tale Collegio "insediatosi nel novembre 2009 su nomina del Consiglio regionale, ad oggi non ha svolto attività formali di controllo sui bilanci e la contabilità dell'Agenzia" (ASCA).

Le reazioni:
Fiammetta Modena, Pdl: "Dopo due ore di confronto è emerso che il Collegio dei revisori dei conti dell'Agenzia Umbria Sanità non ha mai espresso un parere sui bilanci della medesima", "Il Collegio - ha continuato - si è insediato nel novembre 2009 ed i revisori hanno fatto solo una riunione nella quale hanno preso atto che l'Agenzia non era ancora passata da un sistema di contabilità pubblica a un sistema di contabilità di tipo privatistico. In attesa della soluzione di questo problema affidato ad una consulente esterna, il collegio dei revisori non ha espresso pareri né certificato bilanci. In questo quadro kafkiano si è formato un corto circuito che ha provocato una assoluta assenza di verifica e di controllo". "La confusione è ulteriore per tre motivi: il presidente del Collegio dei revisori, residente a Roma, è rimasto incerto per mesi se mantenere o meno l'incarico troppo oneroso. Gli altri due membri del collegio hanno formalizzato il loro disagio con nota scritta poiché di fatto si era venuta a creare una situazione di completo e totale immobilismo. Per la cronaca il presidente del Collegio si è dimesso il 12 ottobre. Il direttore dell'Agenzia ha chiesto il parere sui bilanci consultivi 2008/2009. Parere che il Collegio dei revisori non era in condizione di fornire poiché non gli venivano trasmessi i documenti necessari per tale esame. In conclusione il bilancio 2008, fatto quando ancora i revisori non erano in carica, non ha un parere 'successivo' dei revisori. Il bilancio 2009 non è stato sottoposto all'attenzione dei medesimi, né il collegio era in condizione di riunirsi".
Gianluca Cirignoni, Lega Nord: "Preoccupazione e stupore per quanto riportato dal presidente dell'organo di controllo, il quale ad inizio audizione ha subito precisato di essersi dimesso da tale carica il giorno 12 ottobre", "dalle dichiarazioni del presidente del Collegio dei revisori dei conti - continua - risulta che il collegio stesso non ha, di fatto, mai svolto il proprio ruolo di controllo e revisione, che i bilanci 2008 e 2009 non sono stati certificati dal collegio medesimo, il quale non ha mai operato con atti formali e registri, ma solo con comunicazioni verbali".
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