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giovedì 21 luglio 2011

STORIE DALL'ITALIA CHE REGREDISCE: A BERGAMO APPROVATA LA LEGGE ANTI-KEBAB


Con i voti favorevoli della Lega Nord e del PdL, il consiglio comunale di Bergamo ha approvato l'ormai tristemente famosa e lungamente annunciata legge "anti-kebab". Per una recente norma introdotta a livello regionale, i comuni lombardi possono introdurre questo genere di limitazioni e vincoli all'apertura di esercizi commerciali nei centri storici.
Ed ecco appunto che Bergamo è riuscita finalmente ad introdurre la tanto agognata norma protezionistica ed anacronistica a difesa della Città Alta per la "salvaguardia del decoro, della sicurezza urbana, della cultura e dell'identità locale". Difesa preventiva, a dire il vero, perché a tutt'oggi c'è un solo venditore di kebab ad avere aperto un negozio ai limiti del centro storico.
L'Assessore regionale competente, Daniele Bellotti, ha dichiarato "Sono molto soddisfatto per l'approvazione da parte del consiglio comunale di Bergamo di una norma che rappresenta il primo passo per la tutela, dal punto di vista commerciale, degli esercizi storici nei borghi antichi e in città alta. A differenza di quanto sostenuto dalla sinistra non si tratta di una norma di propaganda leghista, basti pensare che da tempo analoghi regolamenti sono stati adottati, senza polemiche, in città come Pistoia, Siena, Firenze e Venezia, tutte realtà che non mi risultano essere a guida leghista".

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venerdì 27 agosto 2010

TREMONTI TRA IL LUSSO 626 E GLI AVVERTAMENTI DEL PREMIER



E' stato un lungo discorso quello del ministro Giulio Tremonti alla festa della Lega Nord. Un discorso che ha affrontato numerosi temi di politica economica e che ha lasciato spazio a numerose critiche, specialmente per il passaggio sulla 626 e sulle regole. "Dobbiamo rinunciare - ha dichiarato - ad una quantità di regole inutili, siamo in un mondo dove tutto è vietato tranne quello che è concesso dalle Stato, dobbiamo cambiare", e ancora, "robe come la 626 sono un lusso che non possiamo permetterci. Sono l'Unione europea e l'Italia che si devono adeguare al mondo".
In un Paese come il nostro in cui un giorno sì e l'altro pure si muore di lavoro, in cui è vero che esiste una legislazione all'avanguardia per la sicurezza sul lavoro ma tale legislazione viene scarsamente rispettata, sentire queste parole fa male.
Fa male anche sapere che il ministro dell'Economia creda che il nostro sistema sia bloccato dalla presenza di regole. Non è così - dobbiamo ammetterlo - le nostre sono quasi sempre regole non rispettate.

Comunque, Silvio Berlusconi sembra essere sempre più preoccupato della possibilità di un governo tecnico guidato dall'ex pattista, nordista e proto-leghista. Proprio in una riunione con la Lega, il premier - dopo aver messo in guardia gli alleati dalle elezioni anticipate dichiarando "Ragazzi, bisogna avere senso di responsabilità, qui la crisi continua, i segni di ripresa sono ancora deboli: andare ad elezioni porterebbe il Paese nel caos. Faremmo la fine della Grecia" - ha confidato "Tremonti deve sapere che, se si prestasse a questa operazione, il suo futuro politico sarebbe segnato. Rischia di fare la fine di Lamberto Dini: gli farebbero fare un giro a palazzo Chigi e poi finirebbe nell'oblio".
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