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lunedì 14 marzo 2011

BARROSO IN VISITA A ROMA: "NON E' INTELLIGENTE TAGLIARE SCIENZA, ISTRUZIONE E CULTURA"

Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea

"Il piano di consolidamento finanziario serve ma francamente non è intelligente tagliare né la scienza, né l'istruzione né la cultura", questo è uno dei concetti che, quasi con un mantra, il presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, ha ripetuto durante la sua visita a Roma; prima alla Luiss, dove ha ricevuto la laurea honoris causa nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico 2010/2011, poi al Maxxi.
"Stiamo vivendo - ha ribadito al Maxxi - un momento economicamente difficile, ma l'educazione e la cultura, lo ripeto ad ogni occasione, non devono essere i settori che pagano per questa crisi. La diversità culturale e la creatività sono la principale ricchezza dell'Europa".
Quindi Barroso ha elogiato l'Italia per la sensibilità che mostra nei confronti dell'arte contemporanea: "Non credevo - ha detto - che l'Italia e Roma, che hanno la più grande concentrazione di opere d'arte al metro quadro, trovassero spazio anche per il contemporaneo", "io sono un amante del contemporaneo e con questo straordinario museo progettato da Zaha Hadid questa città e l'Italia stanno dando un grande contributo alla creatività del nostro tempo".
Al presidente della Commissione europea, durante la cerimonia alla Luiss, hanno fatto eco la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e il presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Emma Marcegaglia ha detto che "bisogna investire nella ricerca, nell'università e nella scuola: c'è un problema di spesa ma si tratta di uno dei pochi campo in cui bisogna continuare a investire, sia il governo nazionale che i privati".
Gianfranco Fini ha detto che la riforma Gelmini "rende più competitiva la nostra università" ma "il rischio è il sottofinanziamento". "La riforma sarà ancora più efficace se ci sarà la ripresa economica e di conseguenza con maggiori investimenti pubblici".


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lunedì 21 giugno 2010

PER FORTUNA C'E' ANCHE L'EUROPA

Viviane Reding, Vicepresidente della Commissione Europea
e responsabile Giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza

L'Europa ci guarda. Ringraziando il cielo non siamo stati abbandonati e, forse, c'è ancora qualcuno - almeno all'estero - che spera di poter mettere un freno alla deriva autoritaria nel nostro Paese.
Ad un solo giorno di distanza dalle fono-dichiarazioni del premier, secondo il quale l'Italia sarebbe "il paese più ricco d'Europa", la vicepresidente della Commissione Europea e responsabile Giutizia, diritti fondamentali e cittadinanza, Viviane Reding, interviene sulla cosiddetta legge bavaglio: "Quando sarà approvata analizzeremo a fondo il ddl tenendo presente che la Commissione difende sempre la libertà dei media e di informazione che sono valori fondamentali per l'Ue". La Reding, in un'intervista rilasciata a Repubblica, continua: "La Commissione è al corrente dell'importanza delle questioni e delle discussioni in corso in Italia. Al momento il ddl non è ancora stato approvato dal legislatore e di regola nel rispetto del Parlamento non ci esprimiamo su progetti di legge. E' però chiaro ed evidente che nel mio ruolo di commissario Ue alla Giustizia seguirò con attenzione l'evoluzione del testo nel resto del processo legislativo. E quando verrà adottato darò mandato ai miei esperi di verificare se sia di competenza esuropea e se ci siano implicazioni di diritto comunitario. Nello scrivere e nel far applicare la legislazione europea, infatti, la Commissione difende sempre la libertà dei media, la libertà di espressione, la libertà di informazione e in particolare la libertà di stampa. Per questa ragione assicurerò che le istituzioni e gli stati membri sostengano e confermino questi valori e queste libertà quando implementano le norme comunitarie".
Ovviamente non si fa attendere la replica di Franco Frattini, ministro degli Affari Esteri: "Il vicepresidente Reding sa bene, perché ha ereditato una parte del mio portafoglio nella Commissione, che la privacy dei cittadini è uno dei pilastri della Carta europea dei diritti, così come la libertà di informazione". "Nella litta al terrorismo, le direttive europee consentono la custodia temporale dei dati sul traffico telefonico ma non si riferiscono al trattamento del contenuto delle telefonate: materia, questa, disciplinata a livello nazionale", aggiunge Frattini, "sarebbe un grande contributo, da parte della Commissione Europea, la pubblicazione di uno studio comparato sulla legislazione degli Stati membri, che possa evidenziare se e come in altri Stati è permessa la pubblicazione sui giornali del contenuto di intercettazioni telefoniche, anche durante la fase non pubblica del procedimento, e anche in riferimento a persone e fatti che sono estranei alla rilevanza penale".
Mi sento un pò sollevato - un pochino, non troppo - che a vegliare sul nostro povero Paese oltre al Quirinale e alla Corte Costituzionale ci sia anche l'Europa.
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