martedì 1 marzo 2011

FINANZA CREATIVA AL COMUNE DI TERNI: LA CORTE DEI CONTI ACCUSA 22 AMMINISTRATORI PER UN DANNO ERARIALE DI CIRCA 3 MILIONI DI EURO


Il pubblico ministero presso la Corte dei Conti ha inviato 22 "inviti a dedurre" a sindaci, assessori e dirigenti delle due giunte Raffaelli e dell'attuale individuando a loro carico un danno erariale di oltre 2 milioni e 700mila euro.
Dalle notizie apparse oggi sulla stampa locale ("Comune, sindaci e assessori ni guai", di Andrea Giuli - da "Il Giornale dell'Umbria" del 01/03/2011, pg. 36) questi sarebbero i 22 amministratori con l'importo della sanzione richiesta: Paolo Raffaelli (93.652); Lamberto Morelli (317.707); Gianfranco Salvati (212.164); Giuseppe Boccolini (81.358); Alida Nardini (291.280); Stefano Bufi (133.824); Fabrizio Pacifici (255.253); Feliciano Polli (109.688); Eros Brega (133.824); Paolo Olivieri (117.818); Alberto Pileri (161.572); Sergio Trivelli (160.79); Carlo Rozzi (95.377); Sonia Berrettini (198.624); Giocondo Talamonti (15.164); Francesco Saverio Vista (200.258); Leopoldo Di Girolamo e gli attuali assessori Paci, Becivenga, Ricci, Piermatti e Guerra (928 euro ciascuno).
La notifica parla di "operazioni non consentite dalla normativa in essere" (pag. 20 e 21) e ancora "Il Comune di Terni poneva in essere numerose rinegoziazioni dei contratti prima stipulati e le varie giunte succedutesi, senza un'analisi finanziaria preventiva, hanno deliberato periodicamente tali rinegoziazioni, facendo assorbire al contratto nuovo le spese di estinzione di quello vecchio, aumentando l'indebitamento dell'Ente" (pagina 51). "Un peggioramento di tutte le condizioni contrattuali a favore della Banca e un conseguente danno patrimoniale per il Comune" (pag. 52), "tali rinegoziazioni generavano una mancata entrata per il comune, dovuta alla presenza di numerosi costi impliciti".
Il Comune di Terni, dunque, avrebbe sottoscritto, rinegoziandoli, ben 15 contratto swap "assumendosi - si legge alla pagina 66 - rischi più alti di quelli che avrebbe avuto senza concludere tali operazioni. A causa di scelte non ponderate, l'Ente si è trovato obbligato a ricontrattare annualmente i contratti swap per scongiurare il pagamento di flussi finanziari negativi senza rendersi conto che ciò ha solo peggiorato l'indebitamento dell'Ente per la presenza di elevati costi impliciti della banca, oltre ad un peggioramento delle condizioni contrattuali perché il costo di estinzione dei contratti chiusi veniva assorbito nei nuovo contratti".
Infatti, sottolinea il magistrato contabile: "non possono utilizzarsi gli swap per risolvere i problemi di squilibrio di bilancio, scommettendo con soldi pubblici e ripercuotendo tutto sulle generazioni future".
Accuse anche ai dirigenti comunali firmatari dei contratti di swap. La corte parla di "assoluta mancanza di competenze in materia" che, però, al momento della sottoscrizione degli atti sottoscrissero dichiarazioni in cui affermavano di avere cognizione tecnica.
L'attuale giunta è stata interessata soltanto per l'estinzione di un contratto swap di 6.500 euro - uno dei più piccoli - dell'agosto dello scorso anno.
Dall'articolo del Corriere dell'Umbria ("Amministratori nei guai per gli swap", del 01/03/2011, pag. 37) leggiamo inoltre che potrebbero esserci anche responsabilità della Banca che ha venduto gli swap: "Oltre all'aspetto contabile, la Finanza ipotizzò a suo tempo anche il reato di truffa a carico delle banche che avevano invitato gli enti locali alla sottoscrizione di uno strumento contrattuale che, per sua natura, è speculativo e dunque può risentire di forti oscillazioni, mettendo così a rischio ingenti capitali pubblici".
Agli "inviti a dedurre" seguiranno le controdeduzioni degli indagati.

Le reazioni:
L'attuale Amministrazione Comunale: "C'è la serena certezza di avere operato correttamente. Si esprime, come sempre, la piena fiducia nella magistratura contabile certi che emergerà la totale correttezza e trasparenza degli amministratori e dei dirigenti comunali coinvolti", "L'amministrazione in carica, di fronte al mutare delle condizioni dei tassi di mercato e in presenza di una nuova normativa, ha proceduto sia al monitoraggio accurato delle operazioni swap in essere sia alla definizione di un percorso virtuoso per la riduzione dei potenziali rischi connessi".
Enrico Melasecche, Udc: "Come sostenere la non esistenza di alcuna colpa quando abbiamo inondato di interrogazioni le istituzioni e le risposte sono state o evanescenti o irresponsabili?".

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